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Corruzione all’Anas, Meduri “oscuro faccendiere” in manette

b7fbd74db76c6e6c7fe0914506664aebROMA – E’ scattata all’alba di oggi l’operazione “Dama Nera” che ha sgominato quello che gli inquirenti definiscono un vero e proprio sistema criminogeno, specializzato e consolidato da anni, e che poggiava su un sistema di corruzione sviluppatosi all’interno dell’Anas.

Tra le persone arrestato vi è anche Luigi Meduri, presidente della Regione Calabria tra il 1999 ed il 2000 nell’esperienza della cosiddetta giunta del ribaltone, poiché Meduri si ritrovò alla guida della massima istituzione calabrese subentrando all’eletto Nisitcò che non aveva più il sostegno della maggioranza in consiglio regionale. Meduri, consigliere comunale democristiano di Reggio Calabria dal 1975 al 1990, è poi approdato al consiglio regionale nel 1990. Riconfermato nel 1995, dopo la parentesi alla guida del governo calabrese, è stato eletto al parlamento nel 2001 e poi nominato sottosegretario alle infrastrutture da Prodi durante l’esperienza dell’Ulivo nel 2006.

Luigi Meduri è pienamente coinvolto nell’illecito rapporto di corruttela. “Era l’oscuro faccendiere – spiega la Gdf – che, da un lato, ha sostenuto le illecite richieste degli imprenditori e dallaltro, si è interessato per la corresponsione di indebite provviste di denaro da parte di questi ultimi in favore dei dipendenti pubblici investigati ed ha anche richiesto alla Dama Nera l’assunzione o la riconferma dell’impiego in Anas di due geometri di suo diretto interesse”

Nell’operazione Dama Nera sono stati impiegati circa 300 finanzieri del comando provinciale di Roma  che hanno eseguito 10 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale della Capitale. Oltre a Meduri sono finiti in manette 5 dirigenti e funzionari di Direzione Generale di Roma dell’Anas, 3 imprenditori, titolari di aziende appaltatrici di primarie opere pubbliche e un avvocato. Quest’ultimo è Eugenio Battaglia, del foro di Catanzaro, molto noto nel capoluogo calabrese. Arrestata anche Antonella Accroglianò. E’ lei la Dama Nera individuata dagli inquirenti. Figura centrale e principale indagata, Antonella Accroglianò, dirigente responsabile del coordinamento tecnico amministrativo di Anas, vero e proprio deus ex machina all`interno del sodalizio, che ha visto la fattiva compartecipazione di ulteriori dirigenti dell`azienda pubblica, come Oreste De Grossi (dirigente responsabile del servizio incarichi tecnici della condirezione generale tecnica), Sergio Serafino Lagrotteria (dirigente area progettazione e nuove costruzioni) nonché di funzionari “di rango minore”.  La condotta illecita si è concretizzata nello sblocco di contenziosi in essere con l`Anas, nella velocizzazione delle pratiche inerenti i relativi pagamenti, nella disapplicazione di penali ed, ancora, nel favorire l`ottenimento di fondi illecitamente maggiorati. In altri termini, le investigazioni hanno consentito di accertare come i dipendenti pubblici si siano esclusivamente occupati di curare e favorire l`interesse particolare di imprenditori con cui, per ragioni d`ufficio, si interfacciavano, a completo discapito dell`interesse generale, riguardante la corretta edificazione di opere pubbliche strategiche per la collettività.

Antonella Accroglianò è inoltre indagata anche per voto di scambio in coincidenza con le elezioni regionali in Calabria dello scorso anno. Stando al capo di imputazione, la funzionaria si sarebbe attivata per favorire l’assunzione di un soggetto calabrese, tale Pasquale Perri, in una società collegata alla stessa Anas. In cambio l’uomo avrebbe dato e promosso presso parenti e amici il sostegno elettorale in favore di Galdino Accroglianò, fratello dell’arrestata e poi non eletto, che era candidato alle elezioni del consiglio regionale della Calabria del novembre 2014 nelle file dell’Udc.

Amaro il commento di Giuseppe Pignatone, Procuratore capo di Roma, intervenuto alla conferenza stampa in cui sono stati chiariti i particolari dell’indagine. “La sensazione è deprimente vista proprio la quotidianità della corruzione. La nostra principale indagata, la dirigente Anas Antonella Accroglianò, capo dell’associazione a delinquere, va in ufficio per lavorare ma il suo principale lavoro è quello di gestire il giro di corruzione – ha detto Pignatone, nel corso della conferenza stampa – Ha sempre la borsa aperta, tratta male chi ritarda i pagamenti e anche i suoi collaboratori che fanno male non le pratiche, ma la riscossione delle mazzette dagli imprenditori”.

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