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Perticaro (Kr) accoglie superstiti della tragedia lampedusana

 

Crotone- Le bare dei migranti che hanno perso la vita nel mare lampedusano riaprono degli spaventosi ed irrisolti interrogativi. Cosa possono fare le persone più fortunate per aiutare i popoli più disgraziati? Perché la vergognosa legge Bossi-Fini non viene modificata o sostituita? Che cosa succederà a chi si è salvato?

L’associazione “Madre Teresa di Calcutta” di Perticaro, frazione di Umbriatico (Kr), oltre a commuoversi dopo il dramma, ha risposto a due interrogativi agendo rapidamente e generosamente. Il gruppo di volontari ha infatti chiesto ed ottenuto, dal Ministero degli Interni, che una sessantina di profughi superstiti del dramma potesse essere ospitata da una struttura locale. Si tratta di un ex seminario vescovile, ora gestito dalla stessa associazione.

Il sindaco di Perticaro Pasquale Abenante, contattato telefonicamente, ha sottolineato l’altruismo dei suoi concittadini: “i migranti ospitati dall’ Associazione sono liberi di passeggiare. Vengono anche nutriti e vestiti grazie ai piccoli gesti della gente comune”.

Un segnale, poco ascoltato, di come nel Meridione possa ancora essere vivo e vegeto lo spirito di ospitalità delle persone. Perticaro non sarà un fenomeno mediatico (non è una grande città ricca di microfoni o telecamere), ma qualcuno deve pur raccontare quello che sta facendo. Preferendo la concretezza allo scontato smarrimento in pianti e lamentele, il piccolo paese calabrese ha cominciato qualcosa di molto serio. Confidiamo che non abbia intenzione di arrendersi.

 

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