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Meduri: la Dama Nera è una millantatrice

Luigi-Meduri-01ROMA – Nega ogni accusa Luigi Meduri. L’ex presidente della Regione Calabria e sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture sotto il governo Prodi, finito agli arresti domiciliari per corruzione nell’ambito dell’inchiesta Dama Nera, si è detto estraneo ai fatti. Assistito dall’avvocato Antonio Managò, ha risposto alle domande del gip Giulia Proto in sede di interrogatorio di garanzia, alla presenza dei pm Francesca Loy e Sabina Calabretta. “Non ci spieghiamo – ha dichiarato il legale di Meduri – come mai la signora Antonella Accroglianò abbia più volte speso il nome del mio assistito. Secondo noi si tratta di millanteria. Con la signora Accroglianò lui aveva buoni rapporti di amicizia, anche datati, ma non di affari. L’unico favore di cui si parlava era l’impiego del fratello di questa signora alla Regione Calabria, che poi non c’è neppure stato”. Secondo l’accusa l’esponente politico si sarebbe adoperato, da un lato, per mettere a disposizione il suo pacchetto di voti a favore di Galdino Accroglianò, fratello della Dama nera, candidato al consiglio regionale nelle liste dell’Udc, e dall’altro si sarebbe dato da fare per fargli ottenere un importante incarico all’interno di una società partecipata della Regione, sempre dietro richiesta della Accroglianò dopo il fallimento del fratello alle elezioni. In cambio, sostengono la Guardia di Finanza e la procura di Roma, l’ex sottosegretario avrebbe chiesto l’assunzione e la riconferma in Anas di due geometri a lui vicini. Sono stati sottoposti ad interrogatorio anche altri 14 indagati nell’ambito di questa inchiesta che mira a fare luce su un presunto giro di tangenti all’interno dell’Anas.

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