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“Operazione Cocktail”: evasione fiscale tra Calabria e Toscana per 500 mln

Immagine operazione cocktail

Un blitz andato a buon fine grazie all’efficace sinergia della Guardia di Finanza di Catanzaro e l’Agenzia delle Dogane di Catanzaro.

Eugenio Facciolla – procuratore del Tribunale di Rossano – stamane ha illustrato i particolari dell’ “Operazione Cocktail”, partita nel 2011, e volta a stanare una frode fiscale di circa 500 milioni di euro e un’associazione per delinquere dedita all’emissione ed all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti al fine di conseguire indebiti crediti d’imposta; 10 societa’, beni mobili e immobili, conti correnti e partecipazioni per un valore complessivo di circa 13.400.000 euro sequestrati. L’organizzazione era dedita all’emissione ed all’utilizzo di false fatturazioni, con sede operativa nel territorio della sibaritide.

I Militari della Guardia di Finanza, hanno sottoposto a sequestro per equivalente beni mobili ed immobili siti in Calabria, Campania e Lazio, conti correnti e partecipazioni.

L’organizzazione utilizzava un’articolata rete di strutture societarie, di diritto nazionale ed estero, con ramificazioni nel Regno Unito e in Bulgaria, dimostratesi soggettivamente ed oggettivamente collegate tra di loro. Fittizie cessioni intracomunitarie in cui i prodotti viaggiavano all’estero senza l’imposizione del valore aggiunto – rimanendo in realtà all’interno del territorio nazionale – in modo tale da creare un vantaggio competitivo sul mercato (poiché inesistente l’imposta di iva e accise).

Attività illecite che riguardavano la sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa su prodotti alcolici con emissione di fatture fiscali inesistenti, e l’esenzione dell’IVA con una dichiarazione di redditi fraudolenta.

Fatture false, evasione fiscale, distruzione di documenti e creazione di crediti d’imposta inesistenti sono i reati contestati a 5 persone agli arresti domiciliari ed a 12 prestanome amministratori delle societa’ coinvolte (di cui due ancora irreperibili). Tra i denunciati anche il direttore di un’agenzia di banca, Francesco Domenico Ungaro, a quanto pare mente delle attività illecite.

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