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Parco Robinson, la rabbia corre sul web e qualcosa si muove

RENDE – Il passaparola sul web e le foto delle tragiche condizioni di salute degli animali del parco Robinson, pubblicate sui social network e sul gruppo facebook  Salviamo gli animali del Parco Robinson, hanno fatto il giro dell’Italia con una rapidità straordinaria, la rabbia si è scatenata sul web e non accenna a placarsi, centinaia le reazioni e le proposte per mettere in salvo gli abitanti del parco.

E qualcosa sembra si sia mosso, questa mattina il Dirigente dell’ Ufficio Tecnico l’ingegnere Giovanni Ricca, la persona che seppur indirettamente si occupa del Parco Robinson, ha incontrato presso il comune di Rende una delle volontarie che si sta occupando attivamente dell’emergenza, l’avvocato Annalisa Brescia.
Tutte le problematiche relative alla situazione in cui versano gli animali sono state dettagliatamente discusse, dal pavone che becca il cemento al cervo solitario passando per il cavallo con l’occhio infettato e il resto che già conosciamo.

Durante l’incontro è stata resa nota l’intenzione di presentare denuncia per maltrattamento di animali nei confronti dell’ Amministrazione Comunale, della Rende Multiservizi, dei medici veterinari dell’Asp e di tutti coloro che hanno delle responsabilità sulla vicenda ed è stato informato dell’esistenza di una perizia da parte di medici veterinari liberi professionisti che i sono resi disponibili ad attestare lo stato persistente del maltrattamento.

L’ingegnere Ricca si è reso disponibile già dalla prossima settimana, data ancora da definire, per effettuare un sopralluogo del parco, insieme alla volontaria al fine di adottare i provvedimenti più urgenti e di pronta soluzione. Ha aggiunto che è in fase di ultimazione il bando per consentire gli affidi degli animali, le persone interessate dovranno essere in possesso di alcuni requisiti specifici, pertanto al momento è inutile inviare richieste di adozione via mail ma bisogna attendere la pubblicazione del relativo bando.

Annalisa Brescia ha chiesto di fornire ai cittadini informazioni adeguate sul tipo di alimenti da portare agli animali e le modalità di somministrazione, in modo da realizzare un coordinamento reciproco, almeno in questa fase transitoria e l’ingegnere valuterà la richiesta.

E’ poco ma è già qualcosa, nell’attesa di trovare una sistemazione adeguata per gli animali cerchiamo il più possibile di rendere meno dolorosa questa tortura, portiamo loro del cibo e soprattutto non stanchiamoci di combattere questa battaglia.

Gaia Santolla

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