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Sabato e domenica a Cosenza è “Festa Medievale”

Confidando nella clemenza meteorologica, il week end a Cosenza si preannuncia
particolarmente suggestivo e d’atmosfera. A crearla la “Festa medievale”, organizzata
dalla Nova Aetas, associazione che dello studio del Medioevo, della sua vita sociale
e culturale, ha fatto la sua attività, traducendola in manifestazioni itineranti che fanno
rivivere nelle piazze di tutta Italia uno spaccato della società medievale.
Una rievocazione storica che si avvale del contributo di professionisti di ogni settore,
da docenti di latino medievale a maestri di teatro, da storici del Medioevo a studiosi
di musica medievale e Maestri di scherma.
La “Festa Medievale” – che a Cosenza si terrà sabato 15 settembre su corso
Mazzini (dalle ore 18.00) e domenica 16 su corso Telesio (dalle ore 17.00) – è un
evento coinvolgente che intrattiene con canti, balli, musiche, dimostrazioni di scuola
d’armi e duelli.

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Il cartellone settembrino, allestito dall’Amministrazione comunale, propone
domenica sera, 16 settembre, alle ore 21.00, in piazzetta Toscano (al cinema Italia,
in caso di pioggia) la proiezione del documentario, prodotto da Mad Company-
Visualia, “Gli Occhi nell’Acqua” di Antonello Occhiuto, che ne ha curato le riprese,
il montaggio e la regia, affidando i testi a Mauro Nigro.

Diario di un viaggio in Africa di chi, estraneo al mondo della Chiesa, decide di
seguire un missionario nella sua quotidianità in cui l’emergenza diventa la normalità.
Ne scaturiscono riflessioni sulla diversità fra la società occidentale e quella africana,
a partire dall’elemento acqua, che diventa il filo conduttore. L’acqua difficile da
reperire in una parte del mondo, l’acqua che si spreca in un’altra parte del mondo.

“In un momento in cui la società cosiddetta civilizzata cerca di decidere se cambiare
atteggiamento nei confronti del terzo mondo – è la riflessione di Antonello Occhiuto
– e, contemporaneamente, si deve decidere se considerare l’acqua, a livello mondiale,
come una merce, una visione dal basso del divario che ancora c’è fra le varie zone del
pianeta può farci riflettere su scelte controproducenti.”

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