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Dispersi in mare, presentata interrogazione parlamentare al Ministro della Difesa

Simeri Mare

ROMA, 15 NOV –  Interrogazione parlamentare al Ministro della Difesa in merito alla vicenda dei tre dispersi in mare dal 27 luglio scorso in località Simeri Mare (Catanzaro), l’hanno presentata Bruno Marton e Vincenzo Santangelo (Movimento 5Stelle). Venuti a conoscenza della lettera indirizzata al Ministro e allo Stato Maggiore della Marina militare dalla famiglia di Giuseppe Parrò, il più giovane dei tre dispersi, nei giorni scorsi i senatori pentastellati hanno chiesto al Ministro di «sapere quali urgenti iniziative siano state attivate dal Ministro in indirizzo e quali intenda adottare per recuperare i corpi nonché per agevolare, nell’ambito delle proprie competenze, la conclusione dell’indagine penale». Per Rosetta Tarantino e per Vittorio e Maria, rispettivamente moglie e figli di Giuseppe Parrò, si accende la speranza che le ricerche dei corpi possano riprendere con altri mezzi meccanici, lo fanno sapere loro stessi: insieme al loro legale ringraziano di cuore i due senatori per la sensibilità e l’impegno e sono fiduciosi in un pronto interessamento del Ministro. Perché possano avere una possibilità, anche minima, di dare almeno una degna sepoltura ai propri cari.

I tre si sono rivolti al Ministro della Difesa e alla Marina militare, tramite il loro avvocato, Maria Costa, come extrema ratio di fronte al buco nero che si è aperto dal 27 luglio scorso. Giuseppe Parrò, Angelo Tavano e Francesco Rania escono in barca intorno alle 4.30 circa del mattino per una battuta di pesca. Ma non fanno ritorno. E per le famiglie comincia il tempo dell’angoscia e del dolore.

A nulla valgono gli sforzi e le ricerche della Guardia Costiera condotte per molti giorni con mezzi sofisticati. Rosetta Tarantino, però, non si rassegna. Il 18 agosto, infatti,viene presentata un’istanza alla Procura di Catanzaro e ai vertici della Capitaneria di Porto di Catanzaro Lido perché il tratto di mare tra i comuni di Cropani, Simeri Crichi e Sellia Marina, all’altezza dell’ex base militare americana, sia perlustrato da sommozzatori o con mezzi idonei. «Verbalmente ci è stato spiegato che la guardia costiera non può eseguire l’operazione – ci dice l’avvocato Maria Costa – perché il mare è molto profondo e la guardia costiera comunque non dispone dei mezzi adatti». La richiesta è motivata dal fatto che, secondo le prime indagini, il cellulare di Giuseppe Parrò ha emesso l’ultimo segnale proprio in quella zona, a tre miglia dalla costa di Simeri.

Il ritrovamento fortuito della barca poco più a nord della stessa zona in cui è stato localizzato l’ultimo segnale del cellulare, convince sempre più i familiari di Giuseppe Parrò della necessità di riprendere le ricerche con mezzi straordinari. Il 25 agosto la barca è stata casualmente ripescata da un peschereccio a strascico, assolutamente integra, a 150 metri di profondità.

Rosetta Tarantino e i suoi figli, quindi, decidono di scrivere al Ministro della Difesa e allo Stato Maggiore della Marina militare perché mezzi meccanici della Marina o di altri corpi militari dello Stato perlustrino lo specchio di mare tra Simeri Mare, Sellia Marina e Cropani, cioè la zona nella quale non solo era stato rilevato l’ultimo segnale emesso dal cellulare di Giuseppe Parrò, ma addirittura è stata ritrovata la barca dei tre uomini. Propongono di eseguire l’operazione come esercitazione. La Marina, spiegano la famiglia di Parrò e l’avvocato Costa, è solita fare questo tipo di esercitazioni: «svolgerla in quella zona non comporterebbe costi aggiuntivi e potrebbe essere utile alle indagini condotte dalla Procura di Catanzaro».

«Se è vero che l’operazione richiesta comporta l’impiego di molto personale e di mezzi costosi – si legge nella lettera inviata il 1° ottobre – è altresì vero che il recupero dei corpi, oltre ad essere importante per l’indagine penale in corso, è indispensabile a dare pace ai familiari che finalmente potranno dare degna sepoltura ai loro cari». La lettera prosegue: «si tratta comunque di un operazione possibile, che viene effettuata anche nelle numerose esercitazioni della Marina Militare. L’operazione potrebbe anche essere effettuata come esercitazione e sicuramente non sarebbe un esercitazione inutile o fine a se stessa, dato il possibile risultato». «I familiari del sig. Parrò – conclude la missiva – chiedono ancora e ripetutamente di non essere abbandonati dallo Stato».

L’interrogazione parlamentare ora riporta l’attenzione sull’ennesima tragedia del mare.

Rita Paonessa

 

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