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Europarlamento, Pittella fra i papabili a presidente

Un valido e capace rappresentante del Mezzogiorno d’Italia potrebbe diventare il prossimo Presidente del Parlamento Europeo. L’attuale vicepresidente vicario dell’Europarlamento, il lucano Gianni Pittella, infatti, può seriamente ambire a ricoprire questo ruolo prestigioso ed autorevole. Vi sono diverse condizioni favorevoli perché questa possibilità (Pittella come presidente), di cui si parla ormai insistentemente nei corridoi di Bruxelles e Strasburgo, possa diventare realtà dopo il responso elettorale del prossimo 25 maggio. E questa, al di là di qualsiasi interpretazione o declinazione politica, è già di per se’, oggi, una notizia importante ed un momento di orgoglio per quanti ancora credono che il Sud di questo Paese possa esprimere classi dirigenti capaci, lungimiranti e degne di rappresentare la migliore identità e vocazione mediterranee nell’agenda e nella governance europee.

A sottolineare l’importanza storica di questa occasione, per il Sud e per gli stessi scenari futuri dell’Europarlamento e delle politiche comunitarie, è l’associazione “Otto Torri sullo Jonio” che definisce unvalore aggiunto l’ormai ultra-decennale rapporto di dialogo, collaborazione, stima ed amicizia costruito con Gianni Pittella.

Dopo la presidenza di Emilio Colombo (nel periodo 1977-1979), uno dei protagonisti della storia italiana ed europea, ed anch’egli lucano, con l’amico Pittella sarebbe la seconda volta di un meridionale italiano sullo scranno più alto della più grande assemblea democratica del mondo. Ma sarebbe anche la prima volta di un rappresentante italiano e meridionale eletto a questa carica di prestigio e responsabilità ed in un contesto del tutto nuovo rispetto alla fine degli anni ’70, in un’Unione Europea attuale con 500 milioni di cittadini e chiamata a confrontarsi con la più grave crisi interna di identità dalla sua costituzione ad oggi.

Senza voler apparire di parte, esimendoci dall’indicare qualsivoglia preferenza politica, rispettando le aspirazioni e l’impegno di tutti i concorrenti nella cruciale sfida elettorale delle prossime settimane e ribadendo il nostro storico invito a considerare quelle europee le elezioni più importanti (perché è a Bruxelles che si decide!), non possiamo tuttavia non riconoscere come dietro la possibilità che Gianni Pittella possa essere eletto prossimo Presidente del Parlamento Europeo vi siano tanti anni di attività politica e parlamentare, non solo vissuta con passione e impegno autentici, ma svolta con grande apertura culturale e dialogo con tutte le altre rappresentanze politiche e nazionali, con intelligenza, capacità, assiduità e collegamento costante e coerente tra le istituzioni comunitarie ed i territori. Nei suoi diversi mandati europei, Pittella ha saputo costruire un rapporto di fiducia e di stima diffusa nei suoi colleghi, italiani e non, rappresentando di fatto a Bruxelles un’altra Italia ed un altro Sud, quella di cui poter fidarsi appunto e di cui poter andare fieri. Una constatazione ed una soddisfazione bipartisan divenute oggi capitale umano e di relazioni, ma anche di speranze e di progetti futuri, sui quali, pur nel confronto dialettico tra posizioni politiche legittimamente diverse, vale però la pena cimentarsi. Perché – il che non capita purtroppo spesso – stiamo parlando finalmente di buona politica e di buona rappresentanza democratica italiana in Europa.

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