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Sanità, via libera alla stabilizzazione di 700 professionisti

Sanita’, vittoria della guardia medica in Calabria. Il tar accoglie il ricorso dello SMI (Sindacato Medici Italiani): via libera alla stabilizzazione di 700 professionisti.

Pina Onotri, dirigente nazionale SMI: “la regione deve pubblicare 700 zone carenti. Non esistono alibi. Si va verso la fine della precarizzazione di 700 medici di continuita’ assistenziale. Un successo della nostra iniziativa politica e giuridica”.
Per Pina Onotri, responsabile nazionale Continuità assistenziale Smi, “la decisione del Tar segue altre analoghe in tal senso, per esempio anche in Campania, presentate dalla nostra sigla, volte a garantire i diritti dei medici. E’ una campagna contro la precarizzazione ulteriore del Ssn da parte delle Regioni. In Calabria grazie al lavoro di Salvatore Ventura, responsabile regionale del settore, abbiamo cercato da un lato il confronto con l’assessorato, purtroppo rimasto senza risposta, dall’altro avviato tutte le iniziative sindacali e giuridiche. Il risultato è positivo: il tribunale amministrativo ha accolto il nostro ricorso: si devono pubblicare le 700 zone carenti.
Un messaggio chiaro per tutte le altre realtà del Paese dove si tende a costruire una sanità pubblica basata sul precariato e sull’indebolimento dei servizi per i cittadini”.

Per il Segretario Regionale Organizzativo Paolo Guglielmelli questa è una “giornata storica per il sindacalismo medico in Calabria, il Sindacato dei Medici Italiani ( SMI ) raggiunge l’obiettivo per cui ha lottato negli ultimi anni per riconoscere un giusto diritto a tanti medici che convivono da troppo tempo con una precarietà devastante. Il servizio di Continuità Assistenziale, meglio conosciuto come Guardia Medica, nella nostra Regione ha continuato ad essere in alcune realtà un indispensabile servizio per la risposta alle urgenze di migliaia di cittadini solo grazie alla dedizione e sacrificio di medici che hanno continuato la loro opera anche se non stabilizzati. E’ bene ricordare che, in virtù del blocco regionale all’assegnazione delle zone carenti molte postazioni di G.M. sono state rette per anni da medici con incarico trimestrale senza possibilità di continuità lavorativa. Lo SMI che da oltre trenta anni rappresenta la forza più rappresentativa della categoria ha negli ultimi anni svolto un vero braccio di ferro con gli organi regionali fino a dover adire le vie legali che hanno confermato quanto affermato da sempre per la stabilizzazione e la messa in regola di centinaia di professionisti. Oltre il danno anche la beffa in quanto la Regione, e quindi i cittadini contribuenti, dovranno sobbarcarsi anche l’onere delle spese processuali. Speriamo nell’efficienza degli organismi regionali preposti perché avviino in tempi brevi l’attuazione del provvedimento e non penalizzino ulteriormente centinaia di famiglie in attesa di giustizia e serenità”.

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