Attualità

#BioEconomia, con il progetto GINEXTRA® nuove strategie di sviluppo in Calabria

TARSIA (CS) Il mondo sta affrontando una crisi senza precedenti che sta mettendo a dura prova i nostri attuali modelli di sviluppo. Oggi l’economia, così come il cambiamento climatico e la crescente dipendenza dell’Europa da risorse naturali; insieme all’accaparramento di risorse vitali, da parte delle economie emergenti, in primis il colosso Cinese, ci impongono di mettere in atto una nuova strategia di sviluppo fondata sulla gestione sostenibile delle risorse e su ridefinite relazioni con i paesi fornitori di materie prime, prima di tutto i nostri storici vicini, i paesi del Bacino Mediterraneo e dell’Africa Sub Sahariana. Una vecchia economia che muore, fondata sulla concentrazione nel 17% del Pianeta del 90% della ricchezza, anche in termini di conoscenza (brevetti, università, etc.), apre nuovi scenari, densi di opportunità e rischi, ed impone scelte responsabili, ma coraggiose. I principali organi guida dell’Unione Europea hanno delineato, con la programmazione 2014 – 2020, la strategia per un compito che appare certamente straordinario e hanno scelto un goal strategico da realizzarsi entro il 2020: il vecchio continente europeo dovrà diventare leader mondiale nella BioEconomia, e questa trasformazione agirà come leva di rigenerazione e sviluppo dell’economia e del lavoro, oltre che della qualità della vita per tutti.

 

 

Prima ancora che una delimitazione di comparti e processi produttivi, la BioEconomia  è una visione di un diverso modello di sfruttamento delle risorse naturali fondato su tre grandi pilastri:

  1. l’estrazione ed uso equo e responsabile delle risorse naturali, nel rispetto della qualità dei suoli, delle acque e della biodiversità;
  2. il superamento completo della proporzionalità diretta tra aumento della produzione (PIL)  e consumo di  risorse
  3. il cambiamento profondo  dei modelli di produzione e consumo.

Rientrano nella BioEconomia tutte le attività che producono, gestiscono e in vario modo sfruttano in maniera sostenibile le risorse biologiche e le connesse attività di servizio e consumo, incluse l’agricoltura, la produzione alimentare, la pesca e le altre risorse marine e acquatiche in generale, le foreste etc.

 

Sono undici i  macro settori che, grazie a profondi mutamenti delle tecnologie di processo, contribuiscono oggi a questa rigenerazione dell’economia europea (industrie alimentari e delle bevande; agricoltura, pesca e foreste;  industria della carta e dei prodotti in carta;  industria tessile e della pelle; industria del legno e della lavorazione del legno; industria della chimica biobased; industria della farmaceutica biobased,  bioenergia), l’agricoltura  è oggi protagonista, contribuendo con  il 53% . La BioEconomia non è dunque un settore o un insieme di settori, è la strategia vincente di rigenerazione e crescita dell’economia europea, possibile grazie al progresso scientifico e tecnologico noto con il nome di Biotechnologie Bianche.

Il progetto GINEXTRA ®

Nei nuovi scenari competitivi fondati sulla BioEconomia, la Calabria, con il suo patrimonio forestale, marino, storico culturale ed umano, può assumere un ruolo di primo piano e contribuire alla riduzione della dipendenza da materie prime sempre più scarse e costose, come lino e cotone, con la creazione di nuove filiere multisettoriali. Spina dorsale della bio economia sono le tecnologie di bio raffinazione. La Calabria con il progetto GINEXTRA ® , ideato dall’istituto ARTES e realizzato con successo grazie a una proficua collaborazione con l’assessorato all’Agricoltura della Regione Calabria, dispone sin dal 2008 di una tecnologia di Bio raffinazione di bio masse ligno cellulosiche, a cui guardano oggi con interesse crescente numerosi gruppi industriali euro mediterranei. GINEXTRA ® è un marchio registrato che identifica una tecnologia brevettata di bio raffinazione, in grado di estrarre, da arbusti della macchia mediterranea (Spartium Junceum, Alfa Tenacissima, …) fibra di pregio per usi tessili e utilizzare tutti gli scarti liquidi e solidi per produrre bio materiali ad alto valore aggiunto (bio resine, nutraceutici e nanocellulosa batterica) a costi competitivi, utilizzando esclusivamente processi enzimatici.

Una appropriata strategia di innovazione e internazionalizzazione, fondata sull’attrazione di laboratori di ricerca esteri ed imprese, specializzati nel campo delle biotecnologie industriali e in particolare dell’enzimologia, potrebbe dare vita a un bio polo multisettoriale e favorire la  creazione di un tessuto di imprese manifatturiere nel campo della produzione di piccoli impianti modulari integrati di bio raffinazione, da destinare ai mercati mondiali, potrebbe favorire la nascita di imprese ad alta specializzazione in campo enzimologico, favorendo innovazione e competitività nel tessuto imprenditoriale locale. Una significativa boccata di ossigeno per l’asfittico mercato del lavoro calabrese e una seria opportunità di rientro dei nostri giovani con competenze specialistiche di pregio e spirito imprenditoriale. Organizzare in Calabria un confronto a più voci con ampio respiro internazionale su questi temi creerebbe le basi per cominciare a costruire soggetti forti, pubblici e privati, del mondo della ricerca e delle imprese, in grado di articolare in modo non fragile la strategia dello sviluppo scientifico, tecnologico e dei sistemi produttivi, in modo finalmente compatibile con lo straordinario patrimonio naturalistico e di beni archeologici che contraddistingue la nostra regione.

Lilia Infelise  (Fondatrice e direttore scientifico Artes – Innovation for sustainable growth)

 

 

 

 

 

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