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Castrovillari, nuovo atto vandalico alla panchina rossa contro la violenza sulle donne

panchina rossa

CASTROVILLARI – Un duro colpo, nel capoluogo del Pollino è stato perpetrato, per la seconda volta, ai danni della panchina rossa, simbolo della lotta al femminicidio, posta affianco il portone del Protoconvento Francescano.

La targa affissa sulla panchina è stata infatti ritrovata in frantumi e sdradicata dal supporto che la sosteneva.

Il gesto, forse mirato, vista la scottante tematica della violenza sulle donne, ha suscitato nuovamente, lo sdegno della promotrice del progetto, la dott.ssa Ivana Grisolia e delle diverse associazioni, cittadini e istituzioni che hanno sostenuto l’iniziativa di installazione della panchina due anni fa ormai, quando il 14 maggio 2016 venne inaugurata nel giorno della festa della mamma per sottolinearne l’importanza e l’alto significato simbolico.

Diversi gli attestati di sdegno, primo fra tutti quello del Sindaco di Castrovillari Domenico Lo Polito

«Nuovamente un gesto vandalico contro ‘la panchina rossa” – ha dichiarato il Primo cittadino -. Ancora una volta, però, l’accaduto ci offre la possibilità di ricordare il significato di quella panchina, contro la violenza, a tutela della donna. Ma sottolinearne il significato serve a rendere ancora più meschino il gesto di chi rivolge il proprio atto vandalico verso un bene pubblico ma dall’alto valore civile e morale. Da qui l’amarezza, di chi cerca di profondere impegno ed energia per la crescita culturale di una società, vero motore del vivere civile, e poi vede il proprio lavoro vanificato dal solito “balordo”. Non è stato in caso aver posizionato la panchina rossa avanti il protoconvento. Quello è il nostro polo culturale più importante, con teatro, biblioteca, museo, pinacoteca. Li si svolgono attività significative e da ultimo la fiera degli editori. Evidentemente per alcune coscienze nulla di positivo attecchisce. Ma tutto questo non ci esime dallo stigmatizzare ancora una volta il vile gesto».

Anche il Presidente dell’ente Parco Nazionale del Pollino, On. Domenico Pappaterra, si unisce al grido di sdegno

«L’unica cosa da fare – ha detto – è cancellare le brutte azioni, rimediando all’atto vandalico e ripristinando la panchina al più presto, proteggendo nella nostra memoria le belle azioni, con l’impegno di attivarne di nuove! La giornata del 14 maggio e quella panchina ci dimostrano che lo sappiamo e possiamo fare».

Il Segretario Giovanni Fazio, a nome di tutto il circolo Pd di Castrovillari, rinnega ogni forma di violenza e soppruso e in particolare afferma che vandalizzare un bene pubblico dall’alto significato simbolico è gesto vile, sintomo di grande degrado e ignoranza.

«E’ una battaglia soprattutto culturale – sostiene – con la deposizione di una targa nuova se ne ribadisca nuovamente l’importanza e si offrano momenti di condivisione e riflessione».

Al parere unanime delle Istituzioni si unisce quello della Prof.ssa Donatella Laudadio, già assessore provinciale alle pari opportunità.

«La vandalizzazione della Panchina Rossa al Protoconvento – dichiato Laudadio -, la distruzione della targa e la sua frantumazione suscitano gravi motivi di preoccupazione ed allarme. Quella panchina e la targa sono un simbolo della cultura della non violenza e della parità non solo di genere, ma di ogni condizione di diversità . La panchina e la sua targa erano diventate quindi un pezzo di identità della nostra collettività, e come tale toccava ad ogni cittadino tutelarle e difenderle. E invece si è voluto distruggerle, proprio per mortificare le battaglie democratiche, in nome di una visione malata della società, alimentata dall’ignoranza e dalla nuova barbarie che produce femminicidi, stupri, episodi terribili di bullismo, rastrellamenti e deportazioni di immigrati, negazione di diritti per tutti quelli che sono definiti diversi. A questa ventata antidemocratica, esprimo esecrazione e sdegno, nella speranza che le forze sane del Paese abbiano ragione della follia autoritaria, xenofoba e maschilista che ci segnala tristemente e vergognosamente tra le Nazioni attualmente più retrive d’Europa».

Gli altri messaggi di vicinanza

Tra le associazioni che hanno sostenuto e continuano ad appoggiare l’iniziativa troviamo Khoreia 2000 che si dissocia da ogni forma di violenza e soppruso. Anche la Chiesa manifesta il suo sdegno con le dichiarazione del Parroco della SS. Trinità, Don Nicola De Luca: «Ciò che è stato compiuto nel rione del centro storico detto Civita in prossimità del Protoconvento Francescano e della chieda Santissima Trinità, alla panchina simbolica contro la violenza sulle donne è un gesto deprecabilissimo. Voglio credere a una delle tante azioni vandaliche a cui sovente assistiamo nella nostra cittadina e non a uno sfregio al significato altissimo che il piccolo monumento con la sua tarda inaugurata e benedetta proprio un anno fa rappresenta. Sarebbe manifestativo di una cultura di violenza e di odio ancor più deprecabile. Credo dovremmo avere più intelligenza e cuore nel custodire, rinnovare e conservare tutto ciò che di bello fa da cornice alla nostra cittadina e al tempo stesso avere la consapevolezza civica, umana e cristiana che ogni forma di odio non fa altro che generare altro odio. La nostra è chiamata all’edificazione della civiltà dell’amore». 

«Questo gesto arrogante e prepotente – ha dichiarato infine la promotrice Ivana Grisolia – vuole lanciare un  segnale di supremazia e potere molto allarmante verso chi combatte ogni giorno questa battaglia contro ogni forma di violenza. La panchina avrà sempre la sua targa affissa a rappresentare il sacrificio delle donne vittime di femminicidio. Non sarà un gesto vile a fermarci. Uniti:  cittadini, associazioni e Istituzioni la lotta contro l’ignoranza e la prepotenza continua e si può vincere, a costo di realizzare decine e decine di targhe, perché se loro distruggono noi ricostruiamo. Ora e all’infinito».
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