Attualità

Coding in classe, intervista al docente Vincenzo Marino

Vincenzo Marino

Vincenzo Marino

TAVERNA (CZ) – Si è appena conclusa la Settimana dell’Informatica che ha coinvolto le scuole di tutta Italia. Nel catanzarese l’Istituto comprensivo di Taverna, diretto da Rita Elia, ha promosso l’Ora del Codice (Hour of Code), iniziativa fortemente voluta e curata dal docente e animatore digitale Vincenzo Marino.

 

In che cosa consiste l’Ora del Codice?

L’Ora del Codice è un’attività promossa dal Miur e dal Cini (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’informatica) che si svolge in tutto il mondo con l’obiettivo di avviare i ragazzi al pensiero computazionale ed insieme fornire gli strumenti base per approcciare didatticamente l’informatica.

 

Che cosa hanno fatto gli alunni della scuola primaria e secondaria?

Tutti coloro che hanno aderito, sono stati registrati nella specifica piattaforma per livelli equivalenti alle età e ai percorsi scolastici. I docenti referenti hanno quindi individuato un’ora all’interno delle attività didattiche in cui sottoporre ai discenti l’iniziativa: si è trattato in particolare di un laboratorio in cui si dovevano costruire sequenze di videogiochi attraverso “pezzi di codice”, facendo perciò una prima conoscenza con le tecniche del coding.

 

Come hanno risposto all’attività? C’è stata differenza tra i più piccoli e i più grandi?

Bisogna ancora procedere con il monitoraggio completo essendo l’Ic [Istituto comprensivo, ndr] di Taverna ricadente su diversi plessi, ma da una prima analisi il progetto sembrerebbe aver riscosso grande interesse e partecipazione. I ragazzi sono apparsi entusiasti e per una novità, com’è stata appunto il coding, si sono comunque dimostrati abbastanza all’altezza.

 

Nella scuola è presente una nuova figura, quella dell’animatore digitale: quali sono i suoi compiti?

L’animatore digitale nasce come promotore e diffusore dei processi di attuazione del Piano Nazionale per la Scuola Digitale. L’Ad è un docente di ruolo particolarmente vocato all’innovazione, con spiccate capacità organizzative che per tre anni dovrà promuovere il processo di digitalizzazione della propria scuola: si tratterà di realizzare per esempio laboratori, attività varie allo scopo di formare la comunità scolastica sui temi del PNSD [Piano Nazionale per la Scuola Digitale, ndr].

 

In generale, quale può essere la funzione delle nuove tecnologie nella didattica?

L’utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica può essere davvero la svolta per i vari approcci metodologici: non si abbandonano i contenuti o per certi versi la lezione frontale, ma con la tecnologia per esempio si può promuovere concretamente la flipped classroom, in cui alunni e docenti condividono e collaborano per la creazione di percorsi di apprendimenti, ma in particolar modo la tecnologia oggi permette una vera rivoluzione se si pensa che al centro dell’insegnamento torna il ragazzo che, con le sue potenzialità, le sue competenze, partecipa attivamente al processo di insegnamento-apprendimento.

 

L’Istituto comprensivo di Taverna sta portando avanti anche il progetto delle Biblioteche innovative e quello degli atelier creativi: di che cosa si tratta?

Sia per le Biblioteche innovative sia per gli atelier creativi, siamo in attesa della pubblicazione degli esiti, ma non c’è dubbio che in questi progetti si è cercato di realizzare il perfetto connubio tra esigenze didattiche e contesto territoriale. In entrambi i casi si sono infatti promosse delle reti territoriali che hanno individuato quale bacino di riferimento tutta la Presila catanzarese: pensate come sarebbe interessante e importante mettere a disposizioni materiali da Pentone a Petronà passando per Taverna e Sersale per alunni che viceversa, nonostante la rete, avrebbero difficoltà a reperire, creando così degli archivi imperituri; o come sarebbe bello avere dei laboratori artigianali in cui affiancare tecniche tradizionali e tecniche 2.0.

 

Attenzione viene data anche alle difficoltà di apprendimento con il progetto Dislessia Amica.

Il progetto Dislessia Amica è parte integrante dell’omonimo progetto nazionale realizzato e curato dall’Associazione nazionale della Dislessia. Si tratterà di un percorso di e-learning che attraverso materiale strutturato, come video, audiolezioni e approfondimenti vari, vedrà i docenti dell’Istituto impegnati ad affinare le proprie competenze e conoscenze, così da potenziare le risorse a disposizione della scuola ed essere sempre più in grado di accogliere e includere gli studenti con DSA [Disturbi Specifici di Apprendimento, ndr].

 

Rita Paonessa

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