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L’olio extravergine secondo Slow Food, 39 le aziende calabresi selezionate

VERONA – Un sistema di tutela e promozione dell’olio extravergine d’oliva che mette in campo tutti gli strumenti a disposizione della rete di Slow Food. È un modello di produzione virtuoso perché assicura tutela del paesaggio e dell’ambiente e garantisce produzioni di pregio qualitativo non riproducibili nelle dimensioni industriali.

Il tutto si rifà ad un approccio che l’associazione, nel corso dei 32 anni di storia, ha sperimentato con profonda convinzione. Una guida on-line, con oltre 1000 segnalazioni dei migliori oli, inerente a circa 600 aziende. La guida è stata realizzata grazie a decine di soci e collaboratori in tutta Italia. Quest’ultima recensisce, tra l’altro, 39 aziende calabresi (foto ilsanoquotidiano.com).

L’olio passa dallo Slow Food

Il presidio Slow Food dell’olio extravergine italiano che tutela oliveti secolari, di “cultivar autoctone”, è gestito senza l’uso di fertilizzanti di sintesi e diserbanti chimici. Il racconto continuo e l’educazione dei sensi per imparare a riconoscere quello buono, pulito e giusto attraverso i Master of Food. Gli eventi e le degustazioni sono stati organizzati dalle condotte Slow Food locali. È questa la proposta della Chiocciola che verrà presentata durante il convegno “Un Presidio Slow Food per l’extravergine. Dall’esperienza dei produttori alle idee del nuovo progetto Slow Food sull’olio” martedì 17 aprile alle ore 11,30 a Verona presso il Sol&Agrifood. Il salone internazionale dell’olio extra vergine d’oliva e dell’agroalimentare di qualità, in concomitanza con il Vinitaly, sarà il palcoscenico dell’evento.

Verona palcoscenico dell’importante incontro

All’incontro parteciperanno Paola Jori dal Trentino, per l’azienda Laghel 7, dalla Toscana Nicola Sartori, della Fattoria Altomena, e dal Lazio Alfredo Cetrone dell’omonima azienda agricola. Modererà Francesca Baldereschi, responsabile del progetto Presìdi Slow Food. Introdurrà Abdelkrim Adimentre, responsabile dell’unità tecnica del Consiglio Oleicolo Internazionale (Coi), mentre le conclusioni saranno affidate a Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia.

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