Attualità

Unical, Mazzitelli: «Rappresentante di me stesso? La parola agli studenti»

Diego Mazzitelli

RENDE (CS) – Fra le rappresentanze studentesche dell’Unical si accende il dibattito in relazione al comunicato prodotto dalle compagini politiche ReF e Athena, a seguito dell’invito al tavolo tecnico per la redazione del Bando per il Diritto allo studio 2017/18, inoltrato dal Prof. Luigino Filice, pro-rettore delegato al centro residenziale, ai rappresentanti degli studenti. RèF e Athena hanno criticato il rappresentante in Consiglio di Amministrazione Diego Mazzitelli della Lista Unidea, a cui viene lanciata l’accusa di essere ‘’rappresentante di se stesso’’. Alla base della nota diffusa dai due gruppi universitari pare ci sia la volontà di voler disertare, come avvenuto già per ben due volte, un tavolo di lavoro in cui si dovrebbe discutere e redigere il nuovo bando per il diritto allo studio.
A tal proposito non tarda ad arrivare la risposta di Mazzitelli alle critiche in merito al suo operato e, a questo punto, all’operato dell’intero gruppo Unidea. «Meno male che gli studenti non sono degli sciocchi! – esordisce con un sorriso sarcastico Mazzitelli -. Rispondo non per tutelare la mia immagine, che non ha bisogno di repliche a comunicati che lasciano il tempo che trovano, ma per tutelare l’immagine di un gruppo a cui devo dire grazie per il sostegno quotidiano e che ha soprattutto l’obiettivo di rappresentare la comunità studentesca.
Leggo sui social che i rappresentanti in CdA e in senato di Ref e Athena hanno già deciso di non partecipare al tavolo di lavoro organizzato per i prossimi giorni. Ora mi chiedo: come può incidere sul futuro dell’Ateneo un rappresentante degli studenti che decida di disertare importanti tavoli di lavoro riguardanti le politiche di gestione e i bandi fondamentali per la vita universitaria degli studenti, tra l’altro più volte invocato dagli stessi? Rimarco, come fatto più volte, che sulle ragioni esposte nel documento del Consiglio degli Studenti del 5/10/2016 c’è chi ha già iniziato a lavorare da tempo invece di limitarsi al post su facebook o alla semplice richiesta delle dimissioni del prorettore. Ricordo che c’è chi ha richiesto e ottenuto interventi per la manutenzione straordinaria degli alloggi, interventi per il miglioramento dei servizi richiedendo e aumentando le cifre relative al servizio navetta che sarà raddoppiato, la rete wireles. C’è chi si è preoccupato di creare una commissione igiene e pulizie alla quale gli studenti possono segnalare i problemi relativi al servizio, chi si è preoccupato di comunicare agli studenti quali sono i reali motivi che ritardano il rimborso della prima rata a.a. 2015/2016. C’è chi in assestamento ha richiesto fondi aggiuntivi per le borse di studio, per la riqualificazione del personale. C’è chi ha richiesto somme aggiuntive per la sicurezza del campus, per gli studenti particolarmente bisognosi, per i ragazzi part time. Chi, nonostante sia definito rappresentante di se stesso, spende giornate intere a fare la staffetta tra segreterie di dipartimento e il centro residenziale e addirittura a preoccuparsi del mancato rispetto degli orari di ricevimento del prof di turno. Riguardo ai centri comuni, apprezzo l’autocritica di Ref visto che i rappresentanti dei centri sono una loro espressione.
Circa le domande che ReF e Athena si pongono, se le stesse associazioni avessero preso parte in maniera costruttiva e con una politica fondata sul dialogo, si sarebbero accorte che molti provvedimenti sono già stati adottati». Ebbene, al contrario di quanto dice il comunicato fatto dalle liste avversarie «Diego Mazzitelli – prosegue – si è già preoccupato e si preoccupa di approfondire i problemi ma, soprattutto, cerca di risolverli. Da quello che vedo non è la volontà di tutti visto che intendono perpetrare una polemica sterile fatta di fotomontaggi e post da social network. Nonostante ciò, il mio auspicio è che presto tutti possano tornare ad avere come interesse primario gli studenti, evitando strumentalizzazioni che inducono ormai la maggioranza degli studenti a pensare che dietro tutto ciò ci sia l’interesse di qualcuno che, pur essendo un po’ troppo cresciuto per la politica universitaria, non ha ottenuto ciò che voleva».

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