Unical, studi sugli usi del bergamotto nel trattamento della demenza. Attesa una delegazione giapponese

ARCAVACATA DI RENDE (CS) – Tra il 28 e il 30 settembre una delegazione della “Gakuen Tsuzuki” Integrated Educational Institute, direttamente dal Giappone, farà vista all’Università della Calabria nell’ambito dell’accordo di Cooperazione Internazionale siglato tra l’Università della Calabria e la Dajichi Pharmaceutical University, componente della “Gakuen Tsuzuki”. Della delegazione faranno parte Asuka Tsuzuki, Presidente della Japan University of Economics and Vice President of Yokohama University of Pharmacy; il dottor Minoru Tsuzuki, Provost della Dajichi Pharmaceutical University, Fukuoka ed il professor Tsukasa Sakurada, Preside della stessa Dajichi Pharmaceutical University di Fukuoka. Tale gruppo di ospiti farà visita al rettore Gino Mirocle Crisci, a cui sarà presentato il sistema universitario privato “Gakuen Tsuzuki”, con lo scopo di allargare le attuali collaborazioni che intercorrono con l’Università della Calabria. Esiste infatti una collaborazione scientifica di alto livello tra la Dajichi Pharmaceutical University e il Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione. Da più di un decennio il professor Tsukasa Sakurada, esperto di modelli sperimentali per lo studio del dolore, collabora con il professor Giacinto Bagetta, Farmacologo del Dipartimento di Farmacia, al fine di caratterizzare le proprietà analgesiche dell’olio essenziale di bergamotto. La collaborazione ha prodotto, allo stato attuale, una ventina di pubblicazioni scientifiche nel settore dell’analgesia preclinica materializzata anche in due convegni internazionali sul dolore tenuti in Calabria nel 2010 e nel 2012. Allo stato attuale, i due gruppi stanno vagliando gli aspetti traslazionali delle indagini condotte, dal momento che nell’ambito del dolore esiste un bisogno di farmaci sempre più sicuri ed attivi in sindromi dolorose specifiche. Si calcola, infatti,  che dal 60 all’80% dei soggetti con demenza soffre di dolore che non riesce a comunicare e, pertanto, è verosimile che i sintomi sopra riportati siano legati al mancato trattamento analgesico. La demenza è una patologia frequente nei soggetti anziani e rappresenta un problema sociosanitario ed economico rilevante. Il progressivo declino cognitivo associato alla demenza di Alzheimer, la forma più comune di demenza, è accompagnata da comportamenti come agitazione ed aggressione che fanno parte del più ampio gruppo di sintomi comportamentali e psicologici associati a demenza, per i quali la corrente terapia con antipsicotici atipici produce solo limitati effetti terapeutici mentre causa effetti collaterali gravi a carico dell’apparato cardiovascolare. Dunque, è necessario un nuovo approccio terapeutico:  tra questi, l’aromaterapia, cioè l’uso di olii essenziali per minimizzare gli effetti della patologia con melissa ha dimostrato effetti positivi incoraggianti sul disturbo comportamentale aggressivo e di agitazione in assenza di effetti collaterali. In questo momento, sono pertanto in fase di studio gli usi ed effetti dell’olio essenziale di bergamotto, sulla base della conoscenza delle caratterestiche antinocicettive dell’olio di bergamotto, ampiamente dimostrate dagli studi preclinici condotti dai gruppi italiano e giapponese. Il gruppo di farmacologi dell’Università della Calabria aveva già documentato con tecniche neurochimiche, elettrofisiologiche e comportamentali anche le proprietà ansiolitiche e neuroprotettive dell’olio di bergamotto, tutte caratteristiche verosimilmente utili per un ideale trattamento terapeutico della demenza di Alzheimer.

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