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Varette e Disciplini: la processione del Venerdì Santo a Cassano tra fede e devozione

CASSANO ALL’JONIO (CS) – Venerdì Santo grande momento di sentita e devota partecipazione a Via Crucis CassanoCassano. In casa non resta nessuno e da lontano vengono tanti forestieri. La mattina presto si sente la tromba e dopo i tamburi, così forti da far venire la pelle d’oca, perché si  sente il segno della morte. La gente scende tutta in piazza e nei pressi della chiesa si offrono all’incanto i misteri: le persone mettono da parte qualche euro per rispondere all’incanto dei misteri. Già dal primo mattino la processione comincia piano piano ad avanzare con la banda musicale, i canti di dolore nel dialetto cassanese e  tante preghiere. Davanti stanno la tromba con il Cristo portata da fedeli e i tamburi che aprono la sfilata dei misteri; ad un passo la troccola con un suono cupo.

Segue l’angelo dell’orto degli ulivi e poi ad una ad una gli altri misteri che ripetono i fatti della passione. Tra tutti i misteri, spiccano i flagellanti, ogni anno in aumento: coloro i quali hanno chiesto o hanno ricevuto una grazia dalla Madonna, indossano una veste bianca con il cappuccio mantenendo l’anonimato. Tra questi figuranti, uno trascina una lunga e pesante catena di ferro, altri seguono la processione a piedi nudi, altri ancora portano con se delle funi. Poi segue  la stupenda statua  della Madonna Addolorata, con il suo abito maestoso e il volto sofferente, accompagnata dalle Addoloratine, bimbe che indossano lo stesso abito della Madre afflitta a sottolineare la loro devozione; i Cantori, donne, uomini e bambini che intonano canzoncine in vernacolo rivolte al dolore della Madonna; i Misteri, statuette in legno e gesso, che narrano la Passione del Cristo e infine il magico suono degli strumenti musicali che intonano note di dolore, ossia la Via Crucis Cassanobùccina, la tròccola e i due tamburi. Il vescovo della diocesi, mons. Savino Francesco, prende parte alla processione che attraversa le principali arterie viarie del paese fino quasi alla fine della giornata, quando la processione rientra nella Basilica Minore con la benedizione del Vescovo.

Una processione che commuove tutti. Negli ultimi anni, il fenomeno, che è stato osservato anche dagli attenti studiosi e ricercatori delle tradizioni popolari, ha fatto registrare un visibile aumento del numero dei penitenti. Un dato, secondo alcuni studiosi del fenomeno, che hanno cercato di decodificarlo, che testimonia la necessità avvertita dal popolo di Dio di riavvicinarsi alla fede, per recuperare i valori essenziali della vita da cui, per gli impulsi consumistici della società moderna, ci si è allontanati.

Anna Maria Schifino

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