Cronaca

Amantea, due fratelli ai domiciliari per sfruttamento di migranti (VIDEO)

AMANTEA (CS) – Due fratelli di Amantea sono stati arrestati dai carabinieri in esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari. Si tratta di Giuseppe e Francesco Arlia Ciommo, di 48 e 41 anni, entrambi accusati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, aggravati dalla discriminazione razziale. Le ordinanze, disposte dal Gip di Paola Maria Grazia Elia, su richiesta del procuratore capo Pierpaolo Bruni e del sostituto titolare del fascicolo Anna Chiara Fasano, sono state eseguite dai carabinieri della Compagnia di Paola agli ordini del capitano Giordano Tognoni. 

I due uomini sfruttavano rifugiati africani che si trovavano a lavorare nei campi assieme ad altri lavoratori in nero provenienti principalmente dalla Romania e dall’India, ma, incredibilmente, la paga variava in base al colore della pelle. In particolare, gli africani avevano diritto a dieci euro in meno rispetto alla paga dei bianchi: 25 euro contro i 35 corrisposti ai lavoratori non di colore. Caricati su un furgone nei pressi del centro di accoglienza Ninfa Marina di Amantea, completamente estraneo alla vicenda, i braccianti, principalmente rifugiati richiedenti asilo dell’Africa centrale, lavoravano in nero anche dodici ore al giorno insieme a persone, anche queste irregolari, di nazionalità indiana o di etnia rom. Curavano gli ortaggi prodotti all’interno delle serre di questa azienda agricola situata nell’ultimo tratto dalla strada provinciale 257. Le indagini hanno fatto emergere anche le condizioni di lavoro degradanti a cui erano sottoposti i lavoratori, che dormivano in baracche, mangiavano a terra ed erano sottoposti a stretta e severa sorveglianza da parte dei due fratelli arrestati.

L’azienda agricola ed alcuni beni mobili di proprietà degli arrestati sono stati posti sotto sequestro preventivo per un valore complessivo di circa due milioni di euro. Sequestrata anche una somma di circa ottantamila euro in contanti rinvenuta durante la perquisizione effettuata dai militari.

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