Cronaca

Sotto accusa la “Cosenza Sostenibile”, indagato il sindaco Mario Occhiuto

ROMA – Risulta indagato per associazione a delinquere il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto. Il reato è stato ipotizzato dalla procura di Roma e l’inchiesta è guidata dal pm Alberto Gatanti, dal procuratore aggiunto Paolo Ielo. Il primo cittadino di Cosenza risulta dunque indagato a seguito dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari e, insieme a lui, sono stati inscritti nel registro degli indagati anche l’ex ministro all’Ambiente Corrado Clini e la sua compagna Martina Hauser, ex assessore della giunta Occhiuto. Tra gli indagati anche altri 25 soggetti accusati di aver distratto soldi destinati per altre opere.

A beneficiare dei fondi, oltre a Clini ed alla Hauser, secondo i pm anche Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza, il quale avrebbe sviluppato numerosi progetti – scrivono i pm ­– nella Repubblica popolare cinese finanziati o cofinanziati con fondi provenienti dal ministero dell’Ambiente e , nello specifico, dalla direzione generale già retta da Corrado Clini.

 La corruzione si sarebbe manifestata secondo i pm nel progetto Comparto Italia, dove per conto del Ministero dell’Ambiente sarebbero stati stipulati accordi col Comune di Cosenza, tra i quali quello firmato il 18 aprile 2013 fra l’allora ministro dell’Ambiente e Mario Occhiuto, riguardante la “Promozione di progetti comuni finalizzati all’analisi, riduzione e neutralizzazione dell’impatto sul clima del Comune di Cosenza con l’obiettivo di realizzare un modello di Comune sostenibile”.

Gli indagati

I 31 indagati sono: Corrado Clini, Massimo Martinelli, Martina Hauser, Augusto Pretner Calore, Sandro Favero, Antonio Nicola Salvatore Strambaci Scarcia, Mario Occhiuto, Ding Yanan, Marco Cremonini, Enrico Gotti, Sergio Miotto, Pietro Lucchese, Ivana Radulovic, Stefano Banini, Mario Spadari, Antonio Paruzzolo, Gianluca Cassulo, Dragan Lalic, Mario Salvatori, Predrag Nenezic, Nikola Martinovic, Lorenzo Giordani, Marino Calubini, Nicola Somensari, Massimo Parravicini. Oltre a loro, indagati le persone giuridiche: Sgi, D’Appolonia, F&M Ingegneria, Gruppo Rem, Fondazione Willy Brandt, Thetis.Tutti gli indagati avranno ora venti giorni di tempo per chiedere al pm di essere interrogati o presentare eventuali memorie difensive.

 

LA REPLICA DEL SINDACO OCCHIUTO «SUPEREREMO ANCHE QUESTA»

 

Il sindaco sul suo profilo Facebook si difende:

«Qualcuno è andato a scovare, per poi diffondere, una notizia vecchia di diversi mesi pensando di farmi un danno in questo momento particolare.Ogni tanto tirano fuori questa storia.Avevo ricevuto molto prima dell’estate un avviso di conclusione delle indagini relative alla nota vicenda che ha coinvolto il ministro Clini nel periodo relativo al mio primo mandato. Risulto fra le 31 persone che sono state indagate ma solo per il fatto (in conclusione di indagine) di aver incaricato come assessore a Cosenza Martina Hauser. Non c’è altro su di me (perché non c’era niente da trovare). Io ho sempre lavorato onestamente: mi hanno affidato progetti (i cinesi, e prima di fare il sindaco) che ho portati a termine nel migliore dei modi possibile.La proposta di incarico a Martina (che era mia amica) gliela feci personalmente in quanto ritenevo che la sua competenza potesse essere utile alla città, mentre in realtà Clini quando venne a conoscenza si mostrò addirittura contrario alla cosa. Lei poi in effetti fece un buon lavoro e ci diede una mano su diverse attività come la lotta all’amianto e il canile.Asserire che Martina o Clini abbiano avuto dei vantaggi per un incarico di assessore a Cosenza, mi sembra un fatto abbastanza paradossale (e che può essere chiarito) considerate le possibilità che i due avevano in quel periodo. Anzi la mia proposta fu accettata da Martina quasi come facesse lei a me un favore personale.E in effetti se anche volessimo considerare l’aspetto economico -ma non era certo questo il motivo che avrebbe potuto spingere una come Martina che in quel momento poteva accedere a qualunque tipo di incarico o consulenza- io credo che lei abbia speso più in viaggi e affitto casa a Cosenza di quanto abbia ricavato dall’incarico di assessore.Il mio avvocato Nicola Carratelli, dopo aver letto tutti i documenti non riscontrando altro, mi ha rassicurato sul fatto che la vicenda per la parte che mi riguarda può essere certamente chiarita. Sono fiducioso perché tranquillo del mio operato, e rispettoso del lavoro dei magistrati.Supereremo anche questa». 

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