Cronaca

Uccide la compagna e tenta il suicidio. La vittima era di origini calabresi

MILANO – Uccisa a coltellate dall’uomo con cui era fidanzata da sei anni. Almeno quindici i colpi inflitti sul corpo della donna con un coltello da cucina. E mentre lei moriva dissanguata lui ha tentato il suicidio. Il cadavere è stato trovato dai loro vicini nel primo pomeriggio, verso le 14,30 sulla tromba delle scale di una casa di corte in via Cardinal Ferrari, rione della zona residenziale San Martino a Magnago, paese di poco più di 9mila abitanti in provincia di Milano. Si dovevano sposare ad agosto, Deborah Denise Fuso e Arturo Saraceno. Lei di 25 anni originaria della Calabria, lui di 33 nato a Potenza in Basilicata e trasferitosi al nord, in Lombardia. Si presentavano a tutti come “marito e moglie”, tanto che i residenti del loro quartiere erano convinti che fossero già da tempo convogliati a nozze. Arturo Saraceno è stato arrestato oggi con l’accusa di omicidio dai carabinieri di Legnano, ed è disposizione dell’autorità giudiziaria di Busto Arsizio (Varese). E’ stato dimesso in serata con 7 giorni di prognosi dall’ospedale di Legnano dove era stato ricoverato piantonato dai militari dell’Arma nel reparto di terapia intesiva. Subito dopo il ritrovamento del cadavere della compagna, infatti, ha tentato di togliersi la vita ferendosi almeno due volte al torace con un coltello, probabilmente la stessa arma usata per uccidere Deborah. Vivevano insieme, ma da qualche tempo la loro relazione si era incrinata: lui, di professione operaio assunto in una ditta della zona, era un tipo geloso, e la giovane, lavoratrice saltuaria per delle imprese di pulizia, sembrava non sopportare più il suo atteggiamento. Una volta per sedare un diverbio erano anche intervenute le forze dell’ordine, ma nessuno aveva sporto denuncia. Litigavano di frequente e, a dire dei vicini di casa, per un periodo il 33enne aveva lasciato l’abitazione di Magnago. Negli ultimi tempi la 25enne andava spesso a dormire dai genitori, residenti a Lonate Pozzolo. Pare che la situazione sia degenerata dopo il ritorno a Magnago della giovane, che voleva parlare con il compagno dopo l’ennesima lite.

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