Cultura&Spettacolo

Romanzata storia di un Romanzo, una favola che rincorre la felicità

romanzata storia di un romanzo

Lo scorso lunedì la Compagnia delle Stringhe è tornata a varcare il palcoscenico con il videoteatro dell’ultima opera di Antonio Malfitano: Romanzata storia di un romanzo.

Un Garden pieno di spettatori ha accolto il sesto musical ideato da Malfitano, con applausi e risate, alternati a momenti di riflessione sulla società moderna.

LA TRAMA

romanzata storia di un romanzo antonio malfitano

Carlo Lorenzini è un giovane scrittore di talento, che racconta le sue storie senza il calore dell’anima. Ribelle e sfaticato, l’indolenza lo guida nel prendere le decisioni più sbagliate, tanto da mettere nei guai prima il proprio padre e poi se stesso. Accanto a sé ha amicizie che ne sviano il cammino, usando quanto possibile la sua ingenuità per il proprio tornaconto. Tra questi vi è Romeo, un giovane spiantato che sarà causa di molte sue sciagure e che sfrutterà senza remore Carlo per i propri interessi. Il finale porterà alla crescita del personaggio, con la presa di coscienza delle proprie responsabilità e l’acquisizione di una nuova identità.

IL COMMENTO

Ispirato a un famoso romanzo ottocentesco, Romanzata storia di un romanzo è uno spettacolo piacevole e leggero diviso in due brevi atti, che tratta tematiche spesso affrontate con superficialità dal cosiddetto mondo degli adulti, dove un pregiudizio vale più di una verità negata. La regia di Malfitano ha condotto sul palco le ombre della droga, della povertà, della dipendenza da alcol, della truffa facile e dell’abuso di potere che spesso muove le forze armate e gli organi di giustizia.

Un brillante Salvatore Storino, protagonista dell’opera, ha ben rappresentato un personaggio che aveva bisogno di quella forza per trascinare tutta l’ambientazione, supportato dal talento di Alessandro Conte, nei panni del padre, e di un carismatico Diego Carbotti, nella parte di Romeo. Le scenografie, ben congegnate, hanno semplificato i cambi di scena, con l’ausilio di un gigantesco libro di legno a riferimento che i personaggi provengono da una storia lontana, ma che fuggono da quelle pagine per acquisire l’espressività dei tempi moderni. Il motorino, vespa simbolo di un’Italia di qualche decennio fa, scandisce il tempo e gli stati d’animo dei personaggi, tramite l’imitazione dei suoni del mezzo in movimento, esasperati dagli attori durante lo svolgersi della storia.

romanzata storia di un romanzo antonio malfitano

All’interno della coreografia, abbiamo due elementi che completano la narrazione, creando momenti di allegria o elegante malinconia: la band, che interagisce con i personaggi e richiama le musiche del panorama musicale italiano, dedicato al libro da cui prende spunto, e la ballerina Lilian Sangermano. Quest’ultima compare in abiti diversi in momenti che creano una svolta nella storia, come la povertà che diventa ancora più pesante a casa Lorenzini, o la desolazione del carcere, tracciata in una coreografia delicata per descrivere l’impotenza dei personaggi.

I dialoghi, intervallati da parti cantate e ballate, sono ricchi di riferimenti al mondo letterario, con intermezzi divertenti in dialetto cosentino. Trattandosi di un musical, mi sarei aspettata più parti cantate, ma la narrazione non ha mai rallentato il ritmo della scena.

La felicità si suda.

Altro concetto fondamentale, espresso durante la messa in scena, è l’impegno con cui bisogna arrivare a ottenere la propria felicità. Non esistono vie facili per la realizzazione personale, ma impegno e creatività, le stesse che permettono a compagnie amatoriali e ad audaci scrittori di realizzare opere valide da portare a un pubblico che apprezza il lavoro svolto, soprattutto se trasuda passione e impegno.

Miriam Caruso

 

 

 

 

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