Cultura&Spettacolo

Cantantessa chapeau! Carmen Consoli e quel fascino intramontabile che incanta Cosenza

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Cosenza ( Cs) – Tornare a cantare dal vivo dopo quasi cinque anni e mezzo è sempre una buona abitudine. “Ti guardi allo specchio, vedi un’altra donna, ne apprezzi anche i segni che il tempo ha lasciato. Tutto inizia e tutto invecchia, ma c’è sempre una rinascita”. E così che Carmen Consoli è “tornata” a cantare, in maniera originale e autentica, come pochi sanno fare. Ieri sera è salita sul palco di un Rendano tutto esaurito già da settimane. Con la sua musica senza tempo, la sua voce, intensa e inconfondibile, il suo intramontabile stile interpretativo che da sempre ha dato forma ad un universo femminile appassionato, ironico, fragile e combattivo, Carmen Consoli è diventata la “cantantessa” assai apprezzata e amata da molte generazioni. Carmen è donna con la d maiuscola ed è una grande tifosa delle donne, lo rivelano anche molte sue canzoni, inni al femminismo e contro la violenza. Donna e da qualche anno anche mamma di Carlo Giuseppe. Femmina del sud, che ama la sua terra,  la Sicilia, dove appena può corre a rifugiarsi. Raccontare al pubblico le storie della sua infanzia e giovinezza, con i consigli sull’amore e sulla vita di nonna Carmelina, che le diceva “difendi sempre la dignità del tuo cuore”, ha fatto intendere quanto siano ancora oggi impressi e vivi  i ricordi di una città, Catania, che hanno lasciato in lei una veracità sensuale, schietta e genuina. Oltre vent’anni sono passati dagli esordi dei primi anni novanta  ed oggi Carmen Consoli si presenta al suo pubblico con una naturalezza e una maturità tipiche delle donne della sua età, “la primavera è un dato di fatto, e, ogni volta che arriva è una rinascita”.

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Un rinnovamento nello stile, nella forma, un aspetto nuovo e seducente, quella frangetta che le dona una dolcezza infinita e che si accosta alla perfezione al suo nuovissimo look , gonna in pelle a vita alta e blusa a fiori color mattone con tonalità dell’arancio e del rosa antico. Un rinnovamento che inevitabilmente ha interessato anche la sua musica, nuovi arrangiamenti, nuovi sound e armonie,  nuove canzoni come quelle contenute nel suo ultimo lavoro discografico, “L’abitudine di tornare”, che sono dei racconti- poesie della vita di tutti i giorni, dell’amore non corrisposto, della realtà, a tratti effimera, a tratti struggente. Ottobre, San Valentino, Questa piccola magia ( dedicata al figlio), sono solo alcuni dei brani con i quali ha affascinato ieri il pubblico di Cosenza. E si è concessa ai fan con prorompente semplicità e grande altruismo. Con la sua chitarra, fedelissima amica di sempre, ha regalato emozioni e suggestioni. Immancabili i brani che l’hanno resa celebre, L’Ultimo Bacio, Parole di Burro, Fiori d’Arancio, Guarda l’alba, AAA Cercasi, Venere, La notte più lunga, un pezzo commovente che racconta del fenomeno dell’immigrazione. “Oggi le nostre coste – ha detto- sono diventate tristi scenari di disgrazia. Noi occidentali siamo entrati con arroganza nei territori di questa povera gente, promettendo loro libertà e sventolando il vessillo della felicità. Nulla di tutto ciò è avvenuto ed ora, questa gente, bussa alle nostre porte”. Ha proseguito poi con Oceani deserti, Orfeo, Geisha, A Finestra, brano in siciliano molto apprezzato dal pubblico. E travolta da fasci di luce calda e travolgente, immersa in un’atmosfera intima e profonda, la “cantantessa” ha scelto di accompagnarsi sul palco con una band d’eccezione: Massimo Roccaforte alla chitarra, Roberto Procaccini alle tastiere, Fiamma Cardani alla batteria e Luciana Luccini al basso. Con lei anche Adriano Murania, primo violino del Teatro Bellini di Catania, la violoncellista Claudia Della Gatta e in ultimo la tamburellista Valentina Ferraiuolo, protagonista di un assolo in mezzo alla platea, scandito da ritmi mediterranei. Due ore e poco più di concerto in cui Carmen Consoli ha concesso per ben due volte il bis. Venticinque brani in scaletta e lo splendido alternarsi di quel suo fascino rock e melodico al tempo stesso.

consoli 3 In fondo è risaputo, il suo è stato ed è un rock dell’anima, che continua a regalare straordinarie magie. E il merito del successo di ieri sera è anche un po’ suo, di Ruggero Pegna, che, con la  rassegna “Fatti di Musica Radio Juke Box 2016”, giunta quest’anno alla trentesima edizione, ha intuito che annoverare ancora una volta l’artista catanese tra i suoi live d’autore, sarebbe stata un’ottima scelta. E non si è sbagliato. Applausi interminabili, tante foto e sorrisi sinceri, un grazie ed un arrivederci a Cosenza, “una città molto bella, che mi ricorda tanto la mia Catania”. E poi, quando a fine concerto ha indossato i panni di ragazza acqua e sapone, ci si accorge fin da subito che non è solo una brava cantante, è una donna, molto femmina, dalla personalità generosa, dolce, simpatica, arguta, consapevole dei suoi mezzi,  apparentemente confusa, ma decisamente felice.

 

Raffaella Aquino

la foto di copertina è di Massimiliano Natale

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