Cultura&Spettacolo

“Dissonorata”, un delitto d’onore al Morelli

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Un palcoscenico essenziale, una figura centrale occupa uno spazio ben definito e fisso. Seduta su una sedia, una donna calabrese si racconta, racconta la sua giovinezza, il suo primo amore, le gioie ma soprattutto i dolori che hanno contrassegnato la sua vita. Per  tutta la durata dello spettacolo ci si dimentica che la povera donna è in realtà un bravissimo Saverio La Ruina, che dialoga col pubblico immedesimandosi totalmente in Pasqualina, colei che, con la sua storia, gli ha dato la possibilità di vincere due Premi UBU 2007 come “Migliore attore italiano” e come “Miglior testo italiano, e il Premio Hystrio alla Drammaturgia 2010.

Il 21 Novembre 2014, Saverio La Ruina ha riproposto, al Teatro Morelli, il pluripremiato spettacolo che lo ha consacrato al grande pubblico. C’è tanta attesa nell’aria; lo sguardo degli spettatori tradisce delle aspettative che non verranno deluse.

Buio. Un suono leggero e una luce fioca emergono lentamente svelando una figura rannicchiata su una sedia; una veste leggera lascia trasparire gli abiti da uomo, proprio come Pasqualina e la sua essenza ci faranno dimenticare i tratti maschili di Saverio. Grazie alle musiche dal vivo di Gianfranco De Franco, il racconto si arricchisce di espressioni vivide che toccano il cuore. Il personaggio ha dei caratteri ben precisi: quasi sempre piegata su se stessa, è un continuo dondolio della parte superiore e del piede sinistro. Questi piccoli dettagli, assieme alla cadenza dialettale e alle espressioni tipiche di alcuni paesi calabresi, ci fanno vedere realmente Pasqualina, che non è soltanto una maschera riproposta su un palco, ma una donna vera che con la sua storia emoziona sul serio. Alternando momenti di comicità e di tragedia, la platea ride e si commuove insieme a Pasqualina.

Uno spettacolo come pochi, e l’unico modo per ringraziare Saverio La Ruina è applaudire; applausi ininterrotti ed entusiasti che vanno via via aumentando proprio perchè non ci sono parole per esprimere quello che ci è rimasto nel cuore. Il Teatro non è tanto un luogo, ma un’esperienza che ogni volta regala nuove emozioni. Saverio ci è riuscito, le aspettative non sono state deluse.

 

Silvia Rio

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