Cultura&Spettacolo

Dopo i Manhattan Transfer per il Peperoncino Jazz Festival un’altra icona del jazz DIANE SCHUUR

E’ partita lo scorso 16 luglio, si si concluderà il prossimo 3 settembre, con oltre 50 concerti in programma in meno di due mesi con il coinvolgimento di 30 comuni delle 5 province calabresi. Questi i numeri in pillole delLa XVI edizione del Peperoncino Jazz Festival, la rassegna itinerante nelle suggestive località della Calabria.

Così, dopo l’entusiasmante performance cosentina dei mitici Manhattan Transfer, la “cinque giorni” all’insegna del miglior jazz americano ospitata a Castrovillari, nel cuore del Pollino, le due incursioni nella Città dello Stretto e le tappe in quel di Sibari, San Marco Argentano e Torano Castello, da mercoledì 26 a domenica 30 luglio si è svolta la tradizionale incursione del PJF nelle sonorità nordiche ospitata nei luoghi più affascinanti della Sila (compresa Taverna, località della Sila catanzarese), da otto anni a questa parte divenuto un appuntamento attesissimo dal pubblico del festival.

Ideata dal direttore artistico Sergio Gimigliano e realizzata con il contributo dell’Ente Parco Nazionale della Sila e con i patrocini istituzionali della Reale Ambasciata di Norvegia e dell’UNWTO (organizzazione mondiale del Turismo, agenzia specializzata dell’ONU), è stata caratterizzata dall’esibizione di artisti prodotti dalla storica etichetta tedesca ECM e dai concerti, in esclusiva nazionale dei migliori jazzisti norvegesi.

Questa sera il PJF farà tappa, per la prima volta, nel centro storico di Rovito.

Qui, nel chiostro del municipio, risuoneranno le note dell’originalissimo progetto “Infinity”, nato nell’autunno del 2012 dall’incontro newyorkese del contrabbassista materano Giuseppe Venezia, del batterista napoletano Elio Coppola e del pianista americano Emmet Cohen, i quali, cavalcando l’onda di un forte feeling artistico ed umano percepito durante una jam session, organizzano un tour di concerti che riscuote molti consensi di pubblico e critica e registrano l’omonimo album, “Infinity”, prodotto da Skidoo Records.

Il sound che ne scaturisce, perfetto mix di stili già affermati, arrangiamenti e composizioni originali, è frutto della perfetta intesa musicale tra i musicisti.

Emmet Cohen, prodigio del piano, suona con la maturità e la confidenza di un veterano. Nonostante sia poco più che ventenne, è già uno dei più richiesti musicisti della scena jazz newyorkese, dove si esibisce regolarmente condividendo il palco con musicisti del calibro di Christian McBride, Joshua Redman, Maceo Parker e tantissimi altri. Giuseppe Venezia, direttore artistico del Basilijazz, vanta collaborazioni importanti tra cui Greg Hutchinson, Johnatan Blake, Jerry Bergonzi, mentre Elio Coppola, direttore artistico di Jazz in Capri, ha suonato, tra gli altri, con de Francesco, Dado Moroni, Tony Monaco.

E intanto cresce in tutta la regione l’attesa per il secondo concerto/evento cosentino che il festival musicale più piccante d’Italia realizzerà in questa sua XVI edizione in sinergia con l’amministrazione comunale di Cosenza

Dopo il grande successo degli scorsi anni, quando artisti del calibro di Brad Meldhau, Robben Ford, Kenny Barron, Joshua Redman, Uri Caine, il trio Perez/Patitucci/Blade, Ron Carter, Ravi Coltrane, Bobby Waston ecc. hanno infiammato il pubblico accorso numeroso da ogni parte del Sud Italia, e con ancora viva nei cuori la grande emozione di quella che è stata una delle tre tappe italiane del tour mondiale dei Manhattan Transfer dello scorso 17 luglio, domani sera, martedì 1 agosto alle ore 22 nel magnifico scenario del Castello Svevo sarà di scena DIANE SCHUUR, una stella del panorama jazzistico internazionale, vera e propria icona del jazz cantato.

Non vedente dalla nascita, nel corso di una carriera stellare (dodici dei suoi album hanno raggiunto la “Top Ten Jazz Album” di Billboard ed ha vinto due Grammy Award come “Miglior voce jazz femminile”), con la sua straordinaria forza interpretativa e la sua leggendaria estensione vocale, si è guadagnata il rispetto di artisti del calibro di Dizzy Gillespie, Count Basie e BB King e l’adorazione da parte della critica mondiale, anche per la sua capacità di essere, a contempo, una superba vocalist e un’irresistibile intrattenitrice.

La Schuur, che quest’anno ha scelto di far brillare il suo inestimabile talento, di colorare il cielo e di riempire i cuori degli appassionati del PJF 2017, in occasione della tappa cosentina presenterà il suo ultimo disco, “I Remember You”, accorato omaggio a due dei suoi più importanti mentori, Frank Sinatra e Stan Getz (con i più famosi brani composti o portati al successo dai due grandi artisti riarrangiati da Alan Broadbent), pubblicato nel 2014 anche per commemorare, in un certo senso, la sua scoperta “ufficiale” da parte di Stan Getz avvenuta in occasione del Monterey Jazz Festival del 1979.

Seduta al suo amato pianoforte, dunque, la Schuur proporrà un emozionante viaggio musicale tra le più belle pagine del song book americano, interpretate con la sua nota eleganza, che si sposerà con l’eclettismo del sassofonista inglese Julian Siegel, con la versatilità del bassista italiano Francesco Puglisi e con l’autorevolezza del batterista australiano Adam Pache.

Ospite speciale della serata, patrocinata, come l’intero festival del resto, dal Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Napoli, la Console Generale Mary Ellen Countryman, diplomatica di carriera con oltre 25 anni di servizio (con alle spalle numerosi incarichi in altre sedi diplomatiche, in passato è stata già Capo della Comunicazione Strategica presso l’ufficio del Direttore Generale del Servizio Diplomatico americano, Vice Segretario Stampa della Casa Bianca e Direttore dell’Ufficio Stampa presso il National Security Council), la quale ha accolto di buon grado l’invito rivoltole dall’organizzazione del festival, che già nell’edizione del 2012 aveva portato a Cosenza l’allora Console Generale Donald Moore.

Alla fine del concerto, come nella migliore tradizione del festival musicale più piccante d’Italia, verrà dato spazio all’enogastronomia d’eccellenza, con la possibilità di degustare, guidati dalla professionalità dei sommelier della F.I.S. (Fondazione Italiana Sommelier) Calabria presieduta da Gennaro Convertini i vini delle Cantine Spadafora Wines e Tenute Iuzzolini in abbinamento ai taralli prodotti dal rinomato Panificio di Cuti.

Dopo questa seconda tappa nel capoluogo di provincia, che, molto verosimilmente, ospiterà altri concerti all’insegna del PJF nel mese di settembre, l’evento organizzato dalla Associazione culturale Picanto con il contributo dell’Assessorato alla Cultura della Regione Calabria, degli enti Parco Nazionale del Pollino e Parco Nazionale della Sila, di numerose amministrazioni comunali e di importanti Sponsor privati e con l’Alto Patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Napoli e della Reale Ambasciata di Norvegia – dal 2 al 10 agosto invaderà musicalmente la costa ionica calabrese e, dopo una incursione nell’area protetta del Pollino e nell’Arberia calabrese, in programma nel periodo dal 16 agosto ai primi di settembre farà risuonare le sue piccanti note sul Tirreno Cosentino, per approdare il 3 settembre, a Lamezia Terme.

Il festival chiuderà i battenti, poi, a fine settembre nel segno della IV edizione del Calabria Jazz Meeting, atteso e partecipato congresso di tutti gli operatori del settore jazzistico della regione, che fino a domenica 1 ottobre si riuniranno per presentarsi e confrontarsi tra loro a Cetraro nelle sale dello splendido Palazzo Del Trono.

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