Cultura&Spettacolo

Generazione Giovani: Al Teatro dell’Acquario i successi dedicati ai bambini

acquarioEsistono teatri fastosi, destinati a grandi spettacoli e  tournée d’avanguardia, trasudanti eleganza e spavalderia e poi ne esistono altri, piccoli e intimi, quasi vintage, che odorano, al contrario, di tradizione e nostalgia.

Ma “il teatro è il teatro” direbbe Pasolini. Nessuna distinzione, nessuna classe di merito. E’ ciò che accomuna, una delle poche cose che a questo mondo riesce a far sentire tutti una squadra, che scalfisce lo spirito di competizione e alimenta  quello di collaborazione. Soprattutto se nasce da discariche di medicinali che si trasformano in  piccoli spazi di creatività ed energia. Come il Teatro dell’Acquario che, dal 1981, rischia a settembre di chiudere per sempre le sue porte. Nonostante i successi dell’ultimo progetto Generazioni Giovani, dedicato ai più piccoli e illustrato, ieri mattina, da Dora Ricca, Antonello Antonante e MariaFrancesca Longo in una mini conferenza stampa. Esperimenti e laboratori di passione ed energia destinati ai bambini, “capaci di trasmettere enormi soddisfazioni”. Più di 8.000 le presenze registrate per il progetto “Scuole a Teatro”, oltre 2.000 gli spettatori di Famiglie A Teatro, il ciclo di spettacoli della domenica pomeriggio, circa 1000 le presenze ai laboratori. Numeri che da soli basterebbero a decretare il successo e che, invece, sembrano non bastare mai per il Centro Rat, all’alba del suo quarantesimo compleanno.

” Se è vero che il teatro è terapeutico”, come raccontano i giovani attori Noemi Caruso, Paolo Cutuli, Francesco Aiello e Francesco Fiorino, “a noi basta vedere il sorriso di un bambino o percepirne la curiosità per riconoscere di aver fatto un buon lavoro. Spesso chi assiste ad uno spettacolo, non ha ancora compiuto due anni. Sei consapevole di avere una grande responsabilità perché, volente o nolente, se ne ricorderà per sempre.” La stagione 2015/16 si avvia a conclusione, con la proiezione di uno degli spettacoli più amati “Il piccolo principe”,  mentre in sottofondo, tra mille difficoltà, si lavora alla successiva, selezionando compagnie sulla base di criteri di qualità, rispetto al tema e al target a cui si desidera parlare. Emozionare resta la parola chiave. Gli adulti come i bambini, perché il teatro  è senza età. Panorama multietnico, “è il luogo in cui si ritrovano generazioni, culture e ceti sociali differenti”, ricorda qualcuno degli attori. La differenza unisce se alla base vi è la passione e noi, nel nostro piccolo, ne mettiamo tanta”. Ora, la domanda più difficile a cui rispondere resta una: “Come avete fatto ad emozionarci?”.

 

Lia Giannini

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