Cultura&Spettacolo

Il gran finale di Armonied’ArteFestival

BORGIA (CZ) – Ultimo atto del cartellone ufficiale di Armonied’ArteFestival, ideato e diretto da Chiara Giordano ed il cui ente attuatore è Fondazione Armonie d’Arte, il potente monologo è andato in scena venerdì sera nella cornice naturale mozzafiato  della Chiesa Normanna del Parco Archeologico di Scolacium; ed in coerenza con lo spirito del Festival che sostiene da anni la necessità di stimolare attraverso l’arte e lo spettacolo il libero pensiero e la riflessione intellettuale,  è un’accusa, dunque, fuori dai denti, all’uomo di oggi colpevole di essersi allontanato dalla natura causandone la distruzione perché convinto di poterla governare e piegare ai propri interessi. 12Viene fuori, così, l’assoluta modernità di un uomo e di un pensiero fatto di coraggio e forza, umanità, conoscenza ed ecologia, un uomo da tenere a modello di esistenza e capace, ancora oggi, di essere fonte di ispirazione ed insegnamento.  Accompagnato solo dal suo santur, lo strumento pitagorico di origini persiane chiamato a ricordare la perfezione dell’organizzazione naturale dei suoni secondo principi matematici, in scena lo stesso Kirtan Romagnoli, appassionato e carismatico, che persino con un pizzico di comicità ha descritto l’Uomo, fatto di sovrastrutture e scarsa voglia di ascolto, effettuando un parallelismo audace ma pieno di valore tra il grande maestro e il direttore del settore ricerca della Microsoft padri, entrambi, di un disegno, un sogno coraggioso ma che ancora oggi conserva tutta la sua forza. Un inno alla conoscenza, alla moralità, alla verità, alla meraviglia, alla scuola, alla purezza e all’informazione, l’opera di Romagnoli e Seghizzi è insieme una condanna e una lode dell’uomo perché capace di elaborare pensieri finissimi e nello stesso tempo dimenticare e distruggere sé stesso e l’universo che lo ospita. Un’arringa quasi politica contro una realtà troppo distante dalla natura ed un uomo troppo concentrato su sé stesso e sulle sue ricchezze.

Armonied’ArteFestival chiuderà definitivamente i battenti sabato 10 settembre con “Scolacium Open Day”, una sezione speciale OFF  che dalle ore 8,00 alle ore 24,00 chiamerà a raccolta tutti gli artisti locali per un evento unico nel suo genere: musica, teatro, danza, pittura, scultura, poesia ed artigianato insieme per una festa unica di fine estate, una grande full immersion artistica che avrà come sfondo un Bene culturale e vedrà impegnati i giovani artisti calabresi per una 24 ore di palcoscenico permanente.

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