Cultura&Spettacolo

La Primavera del Cinema Italiano apre nuovi scenari ai giovani registi: “Umiltà e cultura”

cinemaIl cinema è universale. Fare rete, aprirsi a nuovi possibili scenari, osare, non aver paura di contaminarsi con generi e stili diversi, meglio ancora se internazionali. A parlare è Giovanni Costantin0, presidente Distribuzione Indipendente, chiamato, questo pomeriggio nelle sale di Confindustria, ad intervenire in merito alle possibilità che il panorama cinematografico offre ai giovani aspiranti attori , nell’ambito de “La primavera del cinema italiano“. L’attore, divenuto produttore nel 2011, dopo aver raccontato la sua esperienza  ha dato ai giovani aspiranti registi presenti in sala, spunti e suggerimenti sulle possibile alternative che il cinema fornirebbe nell’era del 2.0, invitandoli a non scoraggiarsi di fronte agli innumerevoli “no” della vita ed esortandoli a sperimentare in quello che definisce “un tempo di crisi, dove però alcune cose finiscono col muoversi molto meglio”.

A lui e alla sua presentazione ha fatto eco anche Lino Damiani, attore e attualmente regista e membro dell’ Accademia del Cinema Italiano David Di Donatello insieme a Pino Citrigno, presidente dell’evento. L’attore  ha esortato i giovani registi a non concentrarsi su sé stessi, invitandoli ad essere umili e mantenendo sempre una certa attenzione nei confronti dei lavori altrui. Investire sulle nuove possibilità del web è uno dei modi più intelligenti, secondo Damiani, di farsi notare poiché spesso chi gestisce i social media è psicologicamente in grado di attrarre audience interpretando i bisogni degli utenti in rete.

Il noto regista ha anche ricordato come il cinema presenti, oltre che una spiccata componente artistica, un’ elevata componente industriale che segue le logiche del marketing, cosa che lo obbliga a mantenere alta l’attenzione nei confronti del pubblico. Al connubio tra arte e industria  si unisce, spesso, la componente emotiva-personale che ciascun membro del cast, dal regista al produttore, esprime  nell’ambito di una pellicola a cui prende parte.

Il dibattito, durante il quale sono emerse testimonianze calabresi legate alla sperimentazione cinematografica, è poi proseguito con la visione di alcuni brevi trailer, da Falene a Vita e Morte di una pornogang scelti da Costantino allo scopo di evidenziare la creatività e il coraggio del cinema straniero che, spesso nella sua rozzezza, si rivela ben  più abile di quello italiano a denunciare e raccontare qualcosa. Una bella lezione sui nuovi modi di fare il cinema che è cultura e viaggio. Anche quando lo si fa restando ancorati alla propria terra.

Lia Giannini

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