Cultura&Spettacolo

La stagione del More prosegue con “Acqua di colonia”

COSENZA – “Acqua di colonia” è un piccolo capolavoro di ironia. Candidato al Premio Ubu 2017 come miglior nuovo testo italiano, lo spettacolo della compagnia Frosini /Timpano andrà in scena per il secondo appuntamento del “More – La scena contemporanea a Cosenza” giovedì 21 dicembre alle 20,30 al Teatro Morelli.
Ideata e diretta da Scena Verticale in partenariato con il Comune di Cosenza, la Regione Calabria e il MiBACT, la stagione del More continua con proposte sempre attente al contemporaneo e alle compagnie emergenti. Nell’epoca dei migranti “Acqua di colonia” non è di certo una soluzione di oli eterici, bensì un viaggio nella storia del colonialismo e nella nostra dilagante ignoranza che rompe le barriere del perbenismo e i falsi miti. Una storia rimossa e negata, che dura 60 anni, inizia già nell’Ottocento, ma che nell’immaginario comune si riduce ai 5 anni dell’Impero Fascista. Cose sporche sotto il tappetino, tanto erano altri tempi, non eravamo noi, chi se ne importa. È acqua passata, acqua di colonia, cosa c’entra col presente? Eppure ci è rimasta addosso come carta moschicida, in frasi fatte, luoghi comuni, nel nostro stesso sguardo. Vista dall’Italia, l’Africa è tutta uguale, astratta e misteriosa come la immaginavano nell’Ottocento; Somalia, Libia, Eritrea, Etiopia sono nomi, non paesi reali, e comunque “noi” con “loro” non c’entriamo niente; gli africani stessi sono tutti uguali. E i profughi, i migranti che oggi ci troviamo intorno, sull’autobus, per strada, anche loro sono astratti, immagini, corpi, identità la cui esistenza è irreale: non riusciamo a giustificarli nel nostro presente. Come un vecchio incubo che ritorna, incomprensibile, e ci piomba addosso come un macigno.

 

 

 

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