Cultura&Spettacolo

Mary Garret amareggiata dalla sentenza di Milano

maria francesca garritano

MILANO – La sua storia ha scosso il mondo della danza fin nelle fondamenta. In questi giorni, a distanza di due anni di parole e di denunce, è stata depositata la sentenza di primo grado dal giudice del Lavoro di Milano nei confronti di Mariafrancesca Garritano (in arte Mary Garret), ballerina licenziata dal Teatro Alla Scala per aver pubblicato un libro nel quale si parla di disturbi alimentari. Il giudice ha ritenuto legittimo il suo licenziamento, ma diversi sono i dubbi che aleggiano intorno a questa decisione.

Dure e amareggiate le parole della ballerina: “ Ti insegnano sin da piccolo a credere nella giustizia e negli ideali; ti insegnano a dire la verità e a non aver paura di lottare per quello in cui credi. Ho parlato di importanti verità, ho creduto in una battaglia sensata per migliorare le cose ed ho avuto speranza: oggi, però, ho serie difficoltà a credere in quella giustizia che avrebbe dovuto tutelarmi. Da un attento ragionamento ho la certezza che il mio caso sia stato condotto all’insegna dell’ostracismo al fine “di impartire una lezione”: colpirne uno per educarne cento, salvando la forma a discapito della sostanza. Ci sono riusciti, tra il disinteresse delle principali sigle sindacali e delle istituzioni preposte. È finito il tempo dell’attesa, è tempo di verità ed intendo andare fino in fondo perché ho perso il mio lavoro, ma non la mia dignità”.

Sullo stesso tono Pippo Fiorito, segretario generale della Cub Informazione & Spettacolo (Confederazione Unitaria di Base), che ha rilasciato un commento a caldo su questa sentenza. “Ritengo la sentenza sbagliata, assurda e surreale. Mariafrancesca è stata licenziata per reato di “lesa maestà” e per aver avuto il coraggio di alzare il tappeto che copriva una realtà da tutti conosciuta e sollevato il velo d’ipocrisia riguardante argomenti, quali i disturbi alimentari, che spesso accompagnano e segnano la vita e le carriere delle ballerine di danza classica, alla continua ricerca della “perfezione” fin dalla prima adolescenza. Per la Scala questo non andava fatto, la polvere andava tenuta sotto il tappeto. La Fondazione ha licenziato la ballerina Mary Garret, nonostante fosse una professionista di alto livello ed occupasse un posto di rilievo nel gruppo di “soliste” del corpo di ballo del Teatro Alla Scala dove, fin dalla più tenera età, aveva dato tutto con dedizione ed impegno per amore della danza. Il suo licenziamento ha buttato alle ortiche tanti anni di sacrifici e dedizione della ballerina e provocato danno artistico allo stesso Teatro Alla Scala che per anni l’aveva formata. Noi, come CUB, ci siamo schierati al suo fianco dal primo momento, mentre altri sindacati hanno ignorato la gravità del suo licenziamento lasciandola sola”.

 

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