Cultura&Spettacolo

Mendicino, in scena “Hansel e Gretel”, storia di amore e di riscatto

hansel-e-gretel-1MENDICINO (CS) – Una storia commovente che cattura l’attenzione di grandi e piccoli, un tuffo nel mondo della fantasia per “Hansel e Gretel” della compagnia “La linea sottile”, il primo dei due spettacoli del teatro ragazzi andato in scena presso il teatro comunale di Mendicino. La nota fiaba dei fratelli Grimm narra la storia di una famiglia stremata dalla fame e dalla povertà, e di un padre- vittima di una moglie fredda, cinica e calcolatrice- costretto ad abbandonare i propri figli nel bosco. Il primo abbandono è solo temporaneo e ha un happy ending: grazie ai sassi lasciati lungo il sentiero da Hansel, i due bambini riescono a trovare la strada che conduce a casa. Il secondo è sotto il segno della sventura: le molliche di pane lasciate lungo il sentiero vengono divorate dagli uccelli. hansel-e-gretel-2Da qui l’inizio di una serie di sventure: i bambini affamati seguono un corvo che li conduce innanzi una casa fatta di dolci, dimora di una dolce vecchina che si rivela poi una strega che li cattura e che costringe Gretel a sbrigare i lavori domestici e a preparare cibi succulenti per far ingrassare il fratello che costituirà poi, una volta debitamente ingrassato, il pasto della strega. Hansel mostra di avere ingegno e prende tempo mostrando alla strega un osso per fargli intendere che è ancora troppo magro per essere mangiato e Gretel fa cadere la strega nella pentola di acqua bollente destinata al fratello. Alla fine i due bambini raccolgono il tesoro della strega e tornano a casa per vivere felicemente con il padre. Amore per l’altro, senso di responsabilità , legami di sangue indissolubili,astuzia, riscatto sono gli elementi cardine attorno a cui ruota la fiaba. Il racconta fiabe Antonella Carbone unendo la tecnica della narrazione all’abilità narrativa ha dato voce ai burattini e ha catturato l’attenzione e la curiosità dei bambini che, terminato lo spettacolo le sono corsi incontro ponendo domande. Un balzo alla società di oggi fatta di famiglie ricostruite ha portato l’attenzione alle seconde mogli  che «non sono cattive come quelle della fiaba-dice Antonella Carbone- ma regalano amore ai bambini». Un ritorno all’infanzia per una fiaba che ha sempre e tanto da dire, una fiaba messa in scena in un luogo di cultura che è, come ha ricordato Antonella Carbone, l’unica cosa che ci consente di andare avanti.

 Rita Pellicori

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