Cultura&Spettacolo

“Profumo” etnico nelle note dei Sabatum Quartet

sabatum quartet

04 GIU 2012 – Chiusura con il “botto” per la manifestazione fieristica primaverile “Viale in Fiera” grazie al concerto dei Sabatum Quartet che, ieri sera, ha fatto confluire su Viale Giacomo Mancini (Viale Parco) una miriade di gente proveniente da diverse parti della regione.
Si tratta di un gruppo inusuale e originale che vive, e fa vivere, l’esperienza della musica etnica costantemente contaminata da diversi generi musicali che spaziano dal rock al flamenco.

Brani cantati nell’amatissimo dialetto calabrese capaci di scavare fino a toccare le viscere dello spettatore che rivede se stesso in ogni impercettibile suono, in ogni singola parola; brani che ripropongono la realtà cruda e raccontano una Calabria che arranca perché martoriata da troppe battaglie perse, una Calabria che nonostante tutto è ancora in piedi, lotta per vivere con dignità e oscilla tra riconoscimenti e denunce.
Un gruppo dalle mille sfaccettature che vive in simbiosi con la propria terra natia e ne canta i profumi, i sapori, i colori, i suoni.

I Sabatum sono stati accolti da un pubblico scatenato, affamato di musica, fiero delle proprie tradizioni e del proprio passato, un pubblico imponente come un uragano che si è lasciato trascinare dalle melodie orientali/calabresi e ha mostrato tutto il suo consenso tramite boati, urla e applausi fragorosi.
Giovani e meno giovani hanno illuminato, con il proprio carisma, l’intero viale dilettandosi, tra l’altro, in balli dirompenti a ritmo di pizzica e taranta calabrese, tutto si è svolto sotto lo sguardo vigile del gruppo che, dall’alto del suo “trono”, è riuscito a godere di un panorama mozzafiato.
Un pubblico sprezzante di vitalità dunque che ha indotto Trieste Marrelli, cantante del gruppo, a ribadire più e più volte durante il concerto “Questa è la CALABRIA CHE VOGLIAMO”.

I Sabatum Quartet sono sinonimo di energia pura, hanno un forte impatto emotivo sugli ascoltatori e proprio come il ragno che li designa, ieri sera, sono riusciti a tessere una tela invisibile che ha avvolto e deliziato l’intero pubblico.

Annabella Muraca

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