Cultura&Spettacolo

Samuele Bersani, il poeta spaccacuore che scalda il Rendano

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COSENZA- Un concerto per certi versi inatteso, sorprendente, coinvolgente. Non ti aspetti, per il suo essere schivo e riservato, di trovare una simpatia disarmante mista ad esuberanza e sarcasmo, tipici dei romagnoli, ai quali alterna quell’autoironia che conquista e scalda il cuore. E’ stato anche tutto questo Samuele Bersani ieri sera in concerto al Teatro Rendano di Cosenza. Unica tappa in Calabria, quella del cantautore riminese, fortemente voluta da Maurizio Senese e da Esse Emme Musica, che ha portato nella città dei Bruzi “La Fortuna che abbiamo Tour”, il live di un Bersani rinnovato nei suoni e nelle melodie, intimista, scherzoso, a tratti visionario, ma pur sempre fedele alle sue origini e a quella sua musica che da decenni spacca il cuore. E se la fortuna non è stata negli ultimi tempi sua compagna devota – Bersani, colpito da una grave forma di reflusso è stato costretto a stare lontano dai palchi per oltre un anno – oggi sembra ritornato e anche in gran forma seppur qualche strascico che si porta dietro e che lo costringe ancora a seguire delle terapie. «Il mio problema di salute – ha esordito- non mi ha consentito di stare con il mio pubblico.  Ritornare dopo così tanto tempo è una gioia immensa. Lo è ancora di più quando hai di fronte un teatro così bello e dall’architettura magnifica».

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Nel suo live ha ripercorso in maniera straordinaria alcuni dei brani che lo hanno reso celebre, riadattati e rivisitati in chiave jazz e soul, almeno nella prima parte dello spettacolo, per poi dare sfoggio, “nel secondo tempo”, come da lui stesso definito, a quell’anima elettro – rock che ha conquistato il pubblico del Rendano. E per la seconda parte dello spettacolo sono stati i suoi i suoi followers di Facebook a scegliere i brani da cantare, compresi Chiedimi Se Sono Felice, scritta appositamente per l’omonimo film di Aldo Giovanni e Giacomo, Senza Titoli, Chicco e Spillo, fino alle intramontabili Spaccacuore, Giudizi Universali, Replay, Coccodrilli, Lo scrutatore Non Votante, En e Xanax, Crasy Boy e Cattiva. Non sono mancati i brani più recenti, da La Fortuna che Abbiamo a Nuvola Numero Nove. Un pubblico attento, partecipe che non ha risparmiato applausi ed ovazioni ad un’artista, quasi alla soglia dei cinquanta – e non si direbbe – che è riuscito, grazie ad una voce calda, intensa e trascinante, a regalare emozioni che toccano in profondità. Del resto i suoi sono versi fatti di costellazioni, giudizi universali, illusioni dell’anima e collisioni dello spirito, sensi gravitazionali, simbiosi cromatiche, legami che vanno oltre il tempo e la misura. Le sue canzoni riescono, ancora oggi, a distanza di anni, a penetrare nell’animo di chi le ascolta come poesia e come poesia ha salutato Lucio Dalla, con Canzone, da lui stesso scritta per l’amico scomparso. «Un omaggio ad un grande maestro, molto amato anche in Calabria». E un po’ della nostra terra era ieri sera con lui sul palco, due tra i componenti della sua band, sono, infatti, di origini calabresi, il bassista reggino Davide Beatino e il poliedrico Michele Ranieri alle percussioni, chitarre e cori. Che dire, due ore di ottimo spettacolo intriso di pura energia e virtuosismi della voce che hanno permesso a Bersani di ritornare sulla scena con grande successo. Un successo che si è costruito negli anni, fin dai tempi de “Il mostro” brano che lo consacrò come tra i cantautori preferiti del suo amico Lucio Dalla e con il quale ha aperto il concerto. E ancora oggi Samuele Bersani è tra gli artisti più apprezzati non solo dal pubblico, ma anche dai colleghi, con i quali si ritrova, spesso a condividere pezzi di storia della nostra musica.  La magia della sua voce e delle sue poesie lo hanno portato oggi a coronare il sogno dei suoi primi 25 anni di carriera. Un sogno che continuerà ancora per molto, perché quando estro e bravura si coniugano con garbo e cordialità, si è destinati a lunga vita. E come lui stesso intonerebbe, Che Vita!

Raffaella Aquino

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