Cultura&Spettacolo

Terza edizione del “Festival del giallo”

foto3COSENZA(CS)- Una nube di mistero cala su Cosenza investendo gli appassionati del giallo e del noir. È iniziata oggi la terza edizione “Festival del giallo” incentrata su letture e scatti fotografici che narrano le tematiche classiche del giallo e del noir. Questo pomeriggio è stata inaugurata presso il Museo delle arti e dei mestieri, la mostra fotografica “Scatti in giallo” che verrà ospitata fino al 2 dicembre. Giovanni Guagliardi, direttore artistico del Festival, ha concesso alla nostra redazione un’intervista.

D-«Quando nasce l’idea del “Festival del giallo” e perché?»

R-«Il “Festival del giallo” esisteva già a Cosenza, ci sono state due edizioni intervallate dalla pausa dello scorso anno. Quest’anno abbiamo avuto l’idea di riprenderla perché è stata un’esperienza di successo, lo dico con onestà intellettuale perché nelle prime due edizioni sono stato un semplice spettatore e quindi abbiamo cercato di riproporla anche quest’anno cercando in più di ampliare l’offerta culturale volendo regalare alla città, in un momento difficile come quello che stiamo vivendo, un momento di evasione che intriga e seduce e, cosa c’è di meglio per chi voglia fuggire dalla realtà dei nostri giorni se non un bel mistero? Abbiamo pensato di organizzare questa terza edizione del Festival connotandola con il “giallo Italia”, gli scrittori sono tutti italiani, questa prima giornata è improntata alla Calabria, anche l’ultimo giorno sarà dedicato alla Calabria con la presenza di Mimmo Gangemi»

D-«Trentacinque tavole fotografiche di autori italiani ,perché la scelta della mostra è ricaduta su foto4Cosenza?»

R-«La mostra non è solo su Cosenza, i soggetti sono vari. Ci sono artisti di fama nazionale come Daniele Luxardo, fotografo ufficiale di Miss Italia,Fabio Vittorelli uno dei fotografi di Vogue. Così come abbiamo fatto per le altre sezioni, abbiamo voluto abbinare artisti di fama nazionale con giovani artisti locali come Alessandro Greco, Giuseppe Greco, Roberto Salvidio e di altri cosentini proprio a testimonianza che anche a Cosenza ci sono dei bravi fotografi, dei bravi artisti, perché come dico nell’introduzione alla mostra,foto ne vediamo tante, ma tante foto non ci “dicono” assolutamente nulla. Cosa è che fa la differenza?L’abilità del fotografo, il suo modo di guardare le cose. Se ci pensiamo bene è il  fotografo che sceglie il soggetto ideale, individua il momento da immortalare e, come per magia sa creare una visione, crea emozioni e suscita domande, sarà poi lo spettatore con il suo immaginario a dare una risposta a queste domande e a costruirsi una sua storia perché la fotografia, se riesce a raccontare, racconta una storia particolare, una storia che non ha né inizio né fine.»

D-«Se lei dovesse scrivere un giallo, quale zona di Cosenza sceglierebbe come set?»

R-« Sicuramente il centro storico perché è un luogo ricco di fascino e di mistero. Ho avuto la fortuna di poterlo promuovere anche con una fiction della Rai.Nel 2006 è stata girata la fiction “Moscati, il medico dei poveri” con Beppe Fiorello, Kasia Smutniak e  Ettore Bassi. Ho avuto la fortuna di conoscere il regista, di portarlo a Cosenza e farlo innamorare del centro storico, per cui se non ambientare una storia mia a Cosenza, non so se ne sarei capace,non sarebbe male far girare un film a Cosenza.Sono un amante del cinema, in passato ho visto “In Bruges” una mossa azzeccata e furba per far conoscere Bruges perché è un film girato tutto all’esterno e dal punto di vista turistico sarebbe interessante fare un giallo ambientato nel centro storico.»

foto2D-«Giallo fa rima con

R-« Giallo fa rima con colore, con vivacità. Come ho avuto modo di dire anche durante la conferenza stampa, quest’anno non c’è solo un direttore artistico ma una vera e propria direzione artistica.C’è l’anima gialla e l’anima noir e io mi definisco l’anima gialla, l’anima solare. Fa rima con colore perché i misteri, almeno nei libri hanno una soluzione, vengono risolti logicamente. Mettere in ordine i vari pezzi del mosaico e trovare una spiegazione a ciò che all’inizio sembra frammentato e confuso, per me è una grande consolazione.»

   Rita Pellicori

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