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“La legge per tutti”: e l’informazione giuridica è a portata di click

la legge per tutti

la legge per tuttiCOSENZA  – Uno dei maggiori ostacoli in cui il comune cittadino si imbatte quando ha a che fare con il sistema giuridico italiano è il linguaggio. Ostico, complicato, spesso particolarmente artificioso; un vero e proprio nemico per chi ha “sfortuna” di dover gestire questioni burocratiche complesse e magari non dispone, nell’immediato, dei mezzi per farlo.

E’ nell’ottica dell’incontro tra le esigenze del cittadino e il sistema giuridico, soprattutto in un momento storico particolare come è quello che oggi viviamo, che nasce il portale “La legge per tutti” allo scopo di offrire, attraverso gli strumenti che il web 2.0, un approccio semplificato e immediato al mondo legale e amministrativo.

Grazie al lavoro attento di un team di professionisti impegnati in una vera e propria opera di traduzione della casistica della propria materia, nonché agli strumenti dedicati di consulenza online e offline, il portale mira a rendere accessibile e fruibile l’informazione giuridica a tutti (cittadini e imprese), in particolare a chi non ha studiato legge; e lo fa creando un precedente per un approccio alla professione che ad oggi non ha eguali.

Oltre al blog, organizzato in categorie che abbracciano i diversi ambiti del diritto, il portale presenta la possibilità di ottenere consulenza online e avviare procedimenti in tempo reale, grazie a una rete di specialisti che, dalla città di Cosenza, dove nasce il progetto, si spalma sull’intera penisola.

A parlarci de “La legge per tutti”, il suo fondatore, l’avvocato Angelo Greco.

Avvocato Angelo GrecoCome nasce l’idea de “La legge per tutti”?

Ho notato un forte “gap” nell’informazione giuridica che – a differenza delle altre scienze (come, per es. la medicina) – è sempre rimasta ad appannaggio dei professionisti e degli operatori del diritto. Insomma, il cittadino era tagliato fuori dalla conoscenza delle leggi. E ciò è ancora più paradossale se si pensa che la legge nasce proprio per il cittadino – avendo quest’ultimo come diretto ed esclusivo destinatario – e non certo per l’avvocato o il commercialista. Spesso l’ignoranza di un popolo deriva anche dall’impossibilità di accedere alle fonti dell’informazione. Così mi sono messo a “tradurre” la legge e le sentenze per tutti quanti, sfruttando anche l’esperienza che avevo maturato all’università, dove per andare incontro alle esigenze dei miei studenti, mi trovavo a parlare con linguaggio pratico ed empirico.
Insomma, di questa opera di “traduzione” ne ho fatto la mia “mission”. Nel giro di pochi mesi, quello che scrivevo sul web aveva un indice esponenziale di viralità e lettura. La mole dei lettori mandava spesso in crash il server, così ho dovuto strutturare il mio vecchio blog in un vero e proprio portale.

L’ultimo passaggio è stato quello delle consulenze. Chi finalmente riusciva a comprendere i propri diritti, mi chiedeva anche consulenze. Erano decine se non centinaia al giorno. Ho così contattato un team di legali, ciascuno competente in una materia specifica, per poter evadere tutte queste richieste.

Tra i servizi previsti dal portale, la possibilità di ottenere una consulenza al prezzo “pacchetto” di 29,00 euro, a prescindere dal tipo di caso trattato; questo è uno degli aspetti che contribuisce a saldare la concezione per certi versi anticonformista della professione che svolge, vero punto di forza del progetto stesso. Come è stata accolta dai suoi colleghi giuristi esterni al progetto? 

Svolgere la professione a livelli mediatici non è affatto semplice e bisogna agire entro certi limiti se non si vuole incorrere in sanzioni; allo stesso modo, se  si crede in qualcosa bisogna “metterci la faccia”, non provare paura o tanto meno vergogna di essere giudicato (anche solo dai colleghi).
All’inizio non è stato facile trovare colleghi disposti a un sacrificio così oneroso in termini di tempo nonché ad abbandonare i vecchi retaggi dei parametri forensi “minimi”. Questi ultimi rimangono come una sorta di DNA in alcune frange. A mio favore, però, ha remato la crisi economica e professionale che ha ridimensionato anche gli onorari e ridisegnato le curve della domanda e dell’offerta. È curioso ripensare agli inizi di LLpT  quando venivo spesso interpellato con  mal taciuta ironia e – forse – disprezzo professionale per il modo in cui trattavo gli argomenti sul mio portale. Si, ero e sono consapevole di scrivere in modo volgare e improprio; tuttavia questo era il format nel quale credevo. E i dati di letture mi davano ragione: LLpT cresceva con una metrica vertiginosa. E allora mi dicevo: “Se la gente mi capisce, perché cambiare?”

Chi sono i suoi principali utenti? 

Prevalentemente persone che hanno problemi con Equitalia o con crimini informatici. Queste sono le problematiche principali oggi richieste sulla rete. Ma LLpT abbraccia un po’ tutti i rami del diritto.

Quali sono i principali caratteri della professione che risultano migliorati e quali quelli che risultano penalizzati con l’esercizio sul web? 

Il rapporto indiretto del web – come negarlo? – crea sempre un po’ di diffidenza. Per questo abbiamo sempre cercato di “personalizzare” al massimo il rapporto con la clientela, facendoci vedere in volto, anche su Skype o tramite la pubblicazione di CV e di articoli pubblicati. Devo aggiungere che i social media sono un grande aiuto per il legale del nuovo millennio: il rapporto diretto coi tuoi contatti, con le persone che ti telefonano e ti scrivono email, è fondamentale. Anche se tutto questo richiede molto tempo e sacrificio.

 Quali i progetti per il futuro?

LLpT. LLpT. LLpT.
Non è chiaro?
In verità, questo è solo l’inizio. Nel giro del prossimo anno LLpT cambierà ancora per venire incontro alle richieste dei cittadini. Sarà qualcosa che, oggi, non è facile da descrivere. Abbiamo tanti progetti e tanta gente pronta a seguirci. Abbiamo avuto contatti dall’estero, oltre che dall’Italia. C’è molta gente disposta a investire sul nostro progetto. Stiamo vagliando le strade migliori. Per il momento siamo una S.r.l. E a breve andremo sul crowdfunding.

 

Giovanna M. Russo

 

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