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Unisin, le Banche abbandonano le imprese e le famiglie del Mezzogiorno

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COSENZA – Si è tenuta, nella giornata di ieri, la riunione della Segreteria del Comitato Interregionale “Calabria-Basilicata” di Unità Sindacale. Presenti i componenti della Segreteria Stefano Ferrari (Banco di Napoli Cosenza – Gruppo Intesa San Paolo), Ottone Bruno (Gruppo Unicredit Catanzaro), Pasquale Petrillo (Banca Carime Matera – Gruppo UBI Banca), Carmine Spadafora (Banca Carime Cosenza – Gruppo UBI Banca) e il Segretario Responsabile del Comitato Interregionale “Calabria-Basilicata” Gianfranco Suriano (già Vice Segretario Generale di Unità Sindacale del Gruppo UBI Banca).

“Il suddetto Organismo di Unità Sindacale nell’incontro ha approfonditamente trattato la grave problematica relativa al sostegno finanziario delle Banche ai territori del Sud Italia alle imprese e famiglie. Da una attenta ed oggettiva analisi è emerso, in modo chiaro, che le imprese e le famiglie del Sud Italia sono penalizzate, oltre che dalla grave crisi economica e sociale, anche da da politiche creditizie estremamente restrittive; dalle ossessionanti politiche di contenimento dei costi con chiusure di Agenzie e Filiali; dai pesanti tagli agli organici con conseguenti disservizi alla clientela, sia in termini di maggiori percorrenze e lunghe attese per carenza di personale. Tanto per citare alcuni dati nel corso del 2012 i prestiti bancari alla clientela della sola Calabria sono mediamente diminuiti del 1,9%, valore superiore alla media nazionale, con picchi di contrazione del 3,3% da parte delle prime 5 grandi Banche italiane. Le grandi Banche, che dovrebbero sostenere il ciclo economico con interventi di liquidità sul territorio, come più volte da queste sostenuto nei loro piani strategici, stanno agendo in direzione completamente opposta abbandonando i territori del Sud dove continuano però a fare incetta di risparmio da collocare altrove o in operazioni finanziarie. L’accentramento delle deleghe creditizie, che di fatto sviliscono il ruolo di chi vive nei territori, Direttori di Area, di Filiale, consulenti e gestori, è il segno più tangibile di una politica del credito inadeguata e sempre più incapace a sostenere le PMI e le famiglie che seppur in difficoltà sono chiaramente meritevoli di aiuto finanziario.

Anche Bankitalia, in una indagine recentemente effettuata, ha lanciato l’allarme sul netto peggioramento delle condizioni economiche delle famiglie italiane, condizioni che naturalmente assumono carattere di povertà estrema nelle regioni meridionali (nel Sud nel 2012 la povertà assoluta ha raggiunto punte di oltre il 30%). Ci chiediamo e chiediamo alle Istituzioni nel loro complesso se è eticamente accettabile e moralmente sostenibile tutto ciò. Riteniamo, dunque, assolutamente inadeguato il comportamento dei Banchieri italiani che proprio in un momento dove il ruolo, anche sociale, delle Banche dovrebbe assumere carattere di concretezza, indirizzano invece la loro azione “pseudo-aziendale” verso obiettivi di cortissimo respiro – spesso finalizzati a preservare le rendite individuali di alcuni manager – che non aiutano l’economia del Paese, già pesantemente compromessa, e che di fatto snaturano il ruolo storico delle Banche che nel corso dei decenni hanno rappresentato un primario elemento di supporto alla crescita delle imprese italiane e, conseguente, dei livelli occupazionali nei diversi settori produttivi del Paese.

Rimaniamo a completa disposizione di quanti – a partire dalle Associazioni di categoria Calabresi e Lucane e dalle Parti sociali – tengono a cuore lo sviluppo dei territori di riferimento per aprire una serena e fattiva discussione sulle gravi problematiche di sotto-sviluppo delle Regioni del Sud”.

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