Istruzione&Ricerca

Il mondo universitario del Sud in agitazione per il D.M. 713/2013 del Ministro Carrozza

 

I Rettori delle Università Pugliesi, proprio nella giornata di lunedì scorso, si sono ritrovati presso la sede della Gazzetta del Mezzogiorno per un Forum, avendo al centro della discussione le soluzioni da adottare per contrastare il Decreto del Ministro Carrozza, che consente delle assunzioni soltanto negli Atenei del Nord.

Per l’Università della Calabria si è subito mossa la prof.ssa Patrizia Piro, Ordinario di Costruzioni Idrauliche, Marittime e Idrologia, inviando a tutti i colleghi un E mail, sollecitandoli a creare uno spazio di libero e trasparente confronto per una mobilitazione coordinata con le altre università del Sud e non solo, al fine di ottenere una radicale modifica del decreto ministeriale 713 del 9 agosto 2013, che rappresenta un ulteriore tassello di un disegno finalizzato a smantellare il sistema della ricerca e dell’istruzione pubblica, utilizzando addirittura, in questo caso, il criterio del “mors tua vita mea”.

“In questa battaglia sarà necessario – dice la prof.ssa Piro in un messaggio rivolto al mondo universitario e all’opinione pubblica – coinvolgere anche la società civile e la politica per evitare di essere discriminati e avvitarci in una crisi sempre più grave. E’ ovvio che il nostro intervento non dovrà essere solo “difensivo” volto ad ottenere qualche briciola in più in una guerra di tutti contro tutti, ma dovrà essere mirato a riportare la didattica e la ricerca in tutta l’università pubblica al ruolo strategico di volano per lo sviluppo del Paese che deve necessariamente crescere insieme se vuole sopravvivere.

L’università pubblica subisce da anni continui tagli delle risorse assegnate e la sua stessa esistenza è a rischio. Ovviamente, negli stessi anni, stuoli di economisti, giornalisti e politici invocano provvedimenti per evitare la fuga dei cervelli, anzi, per favorirne il ritorno dall’estero dove sono stati accolti spesso con ponti d’oro.

Tutto ciò si traduce in una inesorabile perdita di competitività per il sistema Italia che ipocritamente si dice di volere contrastare.

L’ultimo tassello di questa opera di destrutturazione – dice ancora la prof.ssa Patrizia Piro – è il D.M.  713/2013 che, a fronte dei numerosi pensionamenti dei docenti universitari, prevede limitatissime assunzioni di nuove leve (volendo semplificare, in termini di costi, possono essere sostituiti solo il 20% di quanti vanno in pensione con un meccanismo detto ermeticamente dei “punti organico”); tuttavia questa volta è stato attuato un ulteriore meccanismo perverso che ha attribuito la quasi totalità delle nuove assunzioni agli atenei del nord e quasi nessuna a quelli del sud.

Questa distribuzione è tale da mettere in pericolo al sud l’esistenza stessa di molti corsi di laurea e di dipartimenti dissolvendo scuole ed eccellenze che negli anni si sono affermate. Cosa ancor più grave e frutto di una volontà di indebolimento della università pubblica, è quella di voler causare una specie di guerra tra poveri per accaparrarsi le poche risorse disponibili.

È necessario – conclude la prof.ssa Patrizia Piro, rivolgendosi ai nuovi organismi dirigenziali dell’Ateneo di Arcavacata –  che le massime istanze del nostro ateneo (rettore, senato accademico, cda) facciano opera di sensibilizzazione presso la società civile e le forze politiche, come è accaduto in Puglia lunedì scorso,con il Forum organizzato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, cercando di raccordarsi con le altre università per ottenere la radicale modifica del D.M. 713/2013 voluto dal ministro  Carrozza. Bisogna che l’Università pubblica in tutta Italia torni ad essere, non solo nelle dichiarazioni di intenti dei governanti, un volano fondamentale dello sviluppo del Paese nel suo insieme”.

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