Politica

Cosenza, posizioni divergenti sul nuovo ospedale

COSENZA – Il sindaco Mario Occhiuto ha partecipato alla seduta congiunta delle commissioni consiliari sanità ed urbanistica in cui si è dibattuta la questione relativa alla realizzazione del nuovo ospedale e come quest’opera possa inserirsi nel programma dell’Amministrazione comunale, alla luce dello studio di fattibilità presentato dalla Regione Calabria e della proposta che era stata formulata a suo tempo dal Comune di Cosenza.

Ad avviare i lavori della seduta congiunta, la presidente della commissione sanità Maria Teresa De Marco, affiancata dal vice presidente della commissione urbanistica Alessandra Mauro che ha sostituito il presidente Davide Bruno.

Il sindaco si è detto sorpreso, in apertura di intervento, del fatto che il governatore Oliverio abbia presentato lo studio di fattibilità alla Camera di Commercio prima che fosse completato. Sul fatto che Cosenza debba avere un nuovo ospedale si sono dichiarati tutti d’accordo, a cominciare, ovviamente, dal primo cittadino. «Il diritto alla salute dei cittadini – ha detto il Sindaco – riveste carattere di assoluta priorità». Più di una perplessità Occhiuto ha, invece, avanzato sui criteri da cui è partito lo studio di fattibilità presentato dalla Regione. «Quando si elabora uno studio di fattibilità – ha sottolineato Occhiuto – è di fondamentale importanza partire dal presupposto che nell’area dove deve sorgere la nuova realizzazione, deve esserci la necessaria compatibilità urbanistica, altrimenti lo studio è nullo. Parimenti – ha detto ancora Occhiuto – si devono vedere quali sono i vincoli. Siccome la parte urbanistica in Italia è di competenza comunale, una consultazione preliminare con il Comune andava fatta. Il nostro approccio sistemico al processo di crescita della città – ha detto ancora Mario Occhiuto – è orientato nella direzione di utilizzare l’esistente. Ed è per corroborare questa nostra idea che abbiamo fatto una proposta, peraltro assolutamente gratuita, partita dal presupposto che la collocazione poteva essere quella della collina del Mariano Santo.

Non vogliamo dire che sia la migliore soluzione, ma certo è quella che parte da un approccio giusto, non potendo pensare che si abbandonino porzioni funzionali di territorio. La Regione avrebbe potuto considerare questa scelta, ma non lo ha fatto, preferendo spendere 700 mila euro per lo studio di fattibilità che peraltro ripropone la soluzione che era stata esplicitata in campagna elettorale da Carlo Guccione e che aveva, in qualche modo, anticipato quella dei tecnici». Due i problemi posti dal Sindaco Occhiuto rispetto alla soluzione proposta da Oliverio e dallo studio di fattibilità con la localizzazione del nuovo Ospedale a Vaglio Lise: da una parte l’abbandono della zona a Sud della città, dall’altra l’eventualità che a Via Popilia si creino nuove barriere, «mentre, invece, – ha sottolineato Occhiuto – l’Amministrazione comunale aveva immaginato uno sviluppo di tipo diverso che non può prevedere la creazione di nuove barriere e di una separazione spaziale fisica. Noi invece per via Popilia dobbiamo immaginare – ha precisato il Sindaco Occhiuto – una operazione di connessione urbana che non preveda la creazione di altre periferie». Scetticismo ha poi manifestato il sindaco sulla copertura finanziaria dell’opera, così come si è detto convinto che quella della localizzazione dell’ospedale è una questione agitata perché si è già entrati in clima di campagna elettorale.

A sottolineare la buona fede della proposta del governatore della Calabria, Mario Oliverio, ci ha pensato la consigliera comunale Francesca Cassano che ha lasciato intravedere un’apertura, sostanziata anche dalla proposta di dar vita, contestualmente alla realizzazione del nuovo Ospedale, a quella della Cittadella della Salute, da dedicare alla prevenzione, nella zona a sud della città, per evitarne l’abbandono temuto da Occhiuto. Una richiesta esplicita ai tecnici che hanno redatto lo studio di fattibilità, per venire ad illustrarlo in Comune, è stata rivolta poi, durante la seduta di Commissione – dal consigliere Vincenzo Granata che non ha mandato giù la presentazione dello stesso studio di fattibilità alla Camera di Commercio «perché la Regione non ha tenuto in questo modo in alcuna considerazione né il Consiglio comunale nella sua interezza, né i singoli consiglieri».

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