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Elezioni Cosenza, bocciate la lista dei Gentile e quella di Hettaruzzu Hebdo

COSENZA – Tutto come da copione, verrebbe da dire, alla luce delle indiscrezioni trapelate nelle ultime ore. Alla fine la Commissione elettorale insediata a Palazzo dei Bruzi, dopo aver esaminato la documentazione presentata dai delegati delle liste per le amministrative di giugno, hanno deciso di ricusare Cosenza Popolare, la compagine allestita dal Nuovo Centro Destra a sostegno di Enzo Paolini. I motivi dell’esclusione sono noti. L’accettazione della candidatura è stata sottoscritta su modelli del 2011, dunque antecedenti le novità introdotte l’anno successivo dalla Legge Severino. Un errore fatale al quale il segretario amministrativo Gianfranco Leone ha cercato di porre rimedio convocando nuovamente tutti gli aspiranti consiglieri per ripetere le operazioni di sottoscrizione, questa volta a margine della modulistica corretta. Tutto inutile però, perché l’integrazione, giunta fuori tempo massimo, non è servita a sanare la grave lacuna. La segreteria regionale del partito ha diffuso una nota in cui si precisa che l’esclusione è soltanto temporanea e che certamente Cosenza Popolare sarà riammessa dopo l’esame della documentazione integrativa già depositata. “Allo stato – è scritto nel comunicato – si è fiduciosamente in attesa del riesame da parte della commissione stessa stante le gravissime conseguenze che pregiudicherebbero ingiustamente una lista che si vedrebbe illegittimamente ed arbitrariamente preclusa a partecipare all’imminente appuntamento elettorale”. Fuori causa Vincenzo Iaconianni con la lista Hettaruzzu Hebdo per un problema legato all’autentica delle firme di alcuni candidati al consiglio comunale. In particolare due sottoscrizioni sono state apposte davanti ad un funzionario del comune di Cerisano,  una davanti ad un funzionario del comune di Cetraro ed una davanti ad un funzionario del comune di Montalto Uffugo. Le norme però, prevedono che le firme debbano essere autenticate da funzionari del comune in cui si vota. Con l’esclusione di questi quattro nomi la compagine satirica si è così assottigliata, tanto da non raggiungere il numero minimo di candidature. Per questo Hettaruzzu Hebdo è stata interamente ricusata. Infine la Commissione ha deciso di ammettere il contrassegno di “Orgoglio Brutio” che fa parte della coalizione di Carlo Guccione. I delegati erano giunti in tempo nel Salone di Rappresentanza di Palazzo dei Bruzi, salvo accorgersi di aver perduto lungo le scale dell’edificio comunale l’atto principale. Il documento è stato rinvenuto e prodotto soltanto intorno alle ore 13. Ma la presenza fisica dei delegati e del documento stesso nel palazzo ha fatto propendere per l’ammissione della lista.

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