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Fiera San Giuseppe, il sindaco vieta la vendita di cuccioli di animali

COSENZA – Il Sindaco Mario Occhiuto ha vietato, con una sua ordinanza, la vendita e l’esposizione, su tutto il territorio comunale, di cuccioli di animali nell’ambito di mostre, mostre-mercato, spettacoli itineranti ed altre manifestazioni occasionali ed, in particolare, durante la Fiera di San Giuseppe. In caso di violazioni al divieto stabilito nell’ordinanza del Sindaco sarà applicata una sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 500 euro e sarà disposta l’immediata cessazione dell’attività di vendita od esposizione. L’Amministrazione comunale potrà inoltre adottare, in collaborazione con il servizio di medicina veterinaria dell’ASP, le misure che ritenga opportune, per la tutela della salute e del benessere dei cuccioli indebitamente esposti e/o commercializzati. L’ordinanza del Sindaco Occhiuto è motivata dal fatto che il Comune promuove la cura degli animali, riconoscendo a tutte le specie il diritto ad un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche ed etologiche, nell’ottica di garantire il benessere degli animali e di impedire il loro maltrattamento. Il divieto di vendere ed esporre i cuccioli di animali durante la Fiera di San Giuseppe e le altre manifestazioni occasionali, trae origine anche dalle numerose denunce delle associazioni animaliste che hanno più volte evidenziato, anche in ambito nazionale, e sulla base di numerosi e documentati episodi, le sofferenze e crudeltà cui sono sottoposti i cuccioli di animali che vengono utilizzati a scopo espositivo o di vendita. Nell’emanare l’ordinanza, il Sindaco Mario Occhiuto ha aderito alla proposta di vietare la vendita e l’esposizione di cuccioli di animali approvata all’unanimità dalla Commissione sanità del Comune, Presieduta dalla Consigliera Maria Teresa De Marco. Il provvedimento del Sindaco va nella direzione di mettere fine ai maltrattamenti cui sono sottoposti i cuccioli, quasi sempre importati dall’estero, perché offerti ad un prezzo di mercato più conveniente e che vengono costretti a frequenti e debilitanti viaggi di trasferimento. A questo si aggiunga che, per il fatto di essere esposti o venduti subito dopo lo svezzamento e prima ancora che abbiano completato il ciclo di vaccinazioni, sono, in assenza di difese immunitarie, facilmente esposti al rischio di contrarre e trasmettere malattie alla popolazione canina e felina del territorio.

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