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Principe candidato a Rende, botta e risposta fra “Laboratorio civico” e “Federazione riformista”

comune di rende

RENDE (CS) – Prime polemiche politiche a Rende a seguito della candidatura di Sandro Principe alle comunali del prossimo 26 maggio. In queste ore infatti si registra il botta e risposta mediatico fra “Laboratorio civico” e “Riferimento riformista”. Per una campagna elettorale che si preannuncia già senza esclusione di colpi.

Per “Laboratorio civico” è un “ritorno al passato”

«La candidatura di Sandro Principe è un triste tentativo di coalizzare tutte le forze del vecchio sistema di potere che ha determinato, negli anni duemila, la drammatica crisi di Rende. Un sistema di potere autoritario – si legge nella nota a firma di “Laboratorio civico” – e mai autorevole che ha prodotto decine di milioni di euro di debiti per la città, arrivata sull’orlo del dissesto. Non è un caso che la cosiddetta parte riformista abbia recitato il triste copione del rinvio delle scelte salvo poi consegnarsi a chi, purtroppo, oggi non ha nemmeno i requisiti per poter fare il Sindaco.»

«A chi serve la riproposizione di un amministratore che era Sindaco 40 anni fa? È questo il dato più sconsolante che emerge dalla notizia dell’impegno diretto di Principe. Sandro Principe e la sua ristretta oligarchia hanno immaginato un’espansione del tutto errata della città che ha messo in ginocchio l’edilizia e ha allontanato il territorio dall’università. Quando, nel 2014, Marcello Manna si è insediato come Sindaco lo stato delle finanze ereditato dal sistema Principe era drammatico. Solo la caparbietà e l’impegno degli attuali amministratori hanno evitato il dissesto.»

«Riproporsi dopo 40 anni ancora, caso unico della vita politica italiana, significa avere una concezione del potere assolutista, che non tiene conto di una comunità che oggi sta rinascendo e sta vivendo una nuova primavera basata sulla partecipazione attiva della cittadinanza. Dispiace che Sandro Principe pensi che i cittadini rendesi rimpiangano quel modo di amministrare arrogante, autoreferenziale e teso solo ad accentrare il potere nelle mani di pochi eletti. Indietro non si torna».

La replica di “Federazione Riformista”

Alle dure parole di “Laboratorio civico” è subito seguita la chiara risposta di “Federazione riformista”. 

«Temevamo che saremmo scesi a tali livelli per nascondere e giustificare i fallimenti di 5 anni dell’attuale amministrazione. Attacchi personali del tutto gratuiti ed una reazione scomposta che nascondono l’imbarazzo di presentare un consuntivo ai cittadini rendesi. Una politica urbanistica a suon di deroghe, l’assenza di politiche culturali di qualità, la trascuratezza del decoro urbano, opere pubbliche abbandonate, una città diventata periferia e marginale nel dibattito politico. Stiamo ancora aspettando un’opera pubblica figlia di questa amministrazione, che sia stata ideata, progettata, finanziata e realizzata in questi 5 anni».

«Sandro Principe e la classe dirigente riformista – prosegue la nota – hanno realizzato insieme ai suoi concittadini, la città dell’amalgama, fiore all’occhiello della cultura, dei servizi e dello sviluppo economico. Dinnanzi tale scarsezza di risultati appare ovvio che la cosa più semplice sia quella di denigrare l’avversario. Ci viene spontaneo chiedersi: se è vero tutto quello che è stato descritto nel comunicato del laboratorio civico, perché preouccuparsi tanto della candidatura di Sandro Principe?».

 

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