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Maltempo nella locride, appello di Tansi: non uscite di casa. Nicolò: proclamare stato di calamità

Nubifragio jonioREGGIO CALABRIA – Non uscite di casa, soprattutto in macchina, per non mettere a repentaglio la vostra vita. L’appello è di Carlo Tansi, numero uno della protezione civile in Calabria, fresco di nomina e subito costretto a confrontarsi con quello che, con il passare delle ore, si sta concretizzando come uno dei più gravi disastri idrogeologici degli ultimi quarant’anni per quanto concerne la zona della locride. Il maltempo ha sferzato la costa ionica reggina causando danni gravissimi alle principali arterie strali e ferroviarie. Binari distrutti in alcuni tratti, spazzata via la statale 106. Platì è isolata, a Taurianova vi è stata una vittima, criticità si registrano a Bianco e Bruzzano. nubifragio locride 2Anche sulla costa tirrenica la situazione è complicata. A Gioia Tauro è stato disposto lo sgombero precauzionale di alcune abitazioni che sarebbero a rischio di allagamento. Il Prefetto di Reggio Calabria Sammartino parla di situazione destinata a peggiorare nel corso della notte, poiché sono attese ancora piogge nelle prossime ore. Il viceministro alle infrastrutture Riccardo Nencini è in costante contatto con il presidente della Regione Mario Oliverio. nubifragio locride 3Interrotta la circolazione ferroviaria nella parte meridionale della Calabria. Anche nel cosentino si registrano problemi sulla costa orientale, in particolare ad Oriolo dove sono sotto osservazione diversi movimenti franosi che destano allarme.nubifragio locride 4 L’Arpacal ha diffuso un bollettino da codice rosso poiché il maltempo proseguirà almeno fino al pomeriggio di lunedì 2 novembre. Danni anche per le mareggiate, in particolare a Siderno e Caulonia. Intanto Alessandro Nicolò, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, ha chiesto di attivarsi con rapidità per la proclamazione dello stato di calamità naturale, denunciando anche il rischio di un “black-out idrico nella città di Reggio col rischio che interi quartieri, Villa San Giuseppe, Modenelle, Arghillà e Pettogallico, finiscano a secco per i gravi danni subiti dalla condotta dell’acquedotto comunale”.

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