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[#JapanTime] Il sistema lavorativo in Giappone

giapponese lavora notte

Finalmente ci siamo. Ci troviamo in quel periodo dell’anno in cui si ferma tutto, in cui si va lontano, in cui si cambia vita, almeno per qualche giorno.

In Italia sappiamo bene come funzionano le vacanze estive, ma in Giappone la mentalità è molto diversa. Vediamo in questo nuovo Japan Time la giornata tipo di un lavoratore nipponico, per capire perché in tutto il mondo i giapponesi sono definiti come gli stakanovisti per eccellenza.

E’ risaputo che nel Paese del Sol Levante le persone lavorano, lavorano e ancora lavorano, ed è così, ma non come pensiamo noi. Esiste l’etichetta secondo cui i giapponesi lavorano fino allo stremo, ma che cosa si intende?
E’ facile ritrovare, anche in qualsiasi anime, le scene di massa in cui vengono rappresentate le metropolitane affollate e le fermate dei mezzi pubblici strapiene.

Quella che ci viene mostrata è la classica mattina nipponica, che ha inizio fra le 8 e le 9.30, momento in cui tutti si recano al lavoro.

lavoro giappone metro

La stessa scena si ripropone all’imbrunire, tra le 17 e le 18 circa. Passano così le giornate, con inframezzi su treni e autobus di circa due o tre ore. Le persone lavorano 8 o 9 ore massimo, quindi un orario normale che in Italia molti sono abituati a sostenere. Ovviamente c’è chi lavora 60 ore a settimana, ma è un ritmo lavorativo presente anche qui a chiazze.

E allora, perché i giapponesi sono visti come instancabili lavoratori?

La differenza fra loro e gli “altri” è che durante il lavoro esiste solamente il lavoro. Non ci sono troppe pause caffè, non ci sono distrazioni, non si parla fra colleghi durante l’orario di servizio. Lo stacanovismo nipponico consiste in questo, una instancabile dedizione al lavoro che ha favorito e favorisce tutt’ora una produttività senza eguali. A sostenere questa linea è anche il grande attaccamento all’azienda: i nipponici sono infatti legati con l’anima all’attività che gli dà lo stipendio e spesso molti di loro rimangono anche oltre l’orario di lavoro per finire ciò che avevano iniziato. E qui si pone però un problema molto serio del sistema lavorativo giapponese: molti straordinari non vengono pagati. E’ una cosa comune, che accade in molte parti del mondo, ma in Giappone è quasi prassi che ciò avvenga.

giapponese lavora notte


A fine giornata, molti si fermano oltre l’orario di lavoro con i propri colleghi per bere qualcosa. Per i lavoratori è molto importante fraternizzare con le persone che si hanno a fianco per tutte quelle ore al giorno, ma questo ovviamente toglie tempo alla famiglia. Molto spesso è normale che si ritorni a casa alle 23 passate.


Durante i fine settimana, le aziende organizzano incontri fra i lavoratori insieme alle loro famiglie.

Si tratta di piccole gite facoltative, ma a cui partecipano tutti quanti malvolentieri, per senso del dovere e perché viene sentito come un obbligo morale verso l’azienda.
Per legge, ai dipendenti sono concesse delle ferie, ma questi raramente ne usufruiscono, rimanendo a svolgere i propri compiti. Se decidono di andare in vacanza, si parla di quattro o cinque giorni al massimo.
Tutto questo stress porta alla morte prematura di molti dipendenti che, non fermandosi mai, alla fine cedono. E’ uno dei tanti lati negativi della società giapponese.


Dunque, un sistema lavorativo non repressivo, ma responsabile quello del Paese del Sol Levante, che non si caratterizza con lunghe giornate di lavoro, ma da forte stacanovismo da parte dei dipendenti, che sono pronti a dare anima e corpo per il proprio lavoro.
Grande senso di responsabilità o esagerazione?

                                                                                                                         Paolo Gabriele De Luca

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