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[#CiNerd] La Torre Nera sfrutta il brand, ma dimentica il volto di suo padre

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Quando sono andato a vedere La Torre Nera, sono entrato al cinema come un schizofrenico bipolare: una parte di me desiderava uscire dalla sala ed evitare l’inevitabile, mentre l’altra parte voleva vedere quanto era profonda la tana del bianconiglio.

Inutile dirvi che una parte è sopravvissuta ed è qui a parlarvi, l’altra no.

Ovviamente in questa recensione non vi saranno spoiler diretti al film. Quello che troverete saranno pareri personali di un povero redattore che conosce tutti i libri, fumetti, video e giochi online ispirati. Seppur già questo potrebbe farvi storcere il naso e farvi dire “eh, ma allora ora parte la solita pippa che il libro è meglio del film”, vi dirò che invece… beh sì, il libro è meglio del film!

Se La torre nera che trovate al cinema fosse un caffè, potremmo dire che è un espresso ristretto in una caffetteria americana. Le scene si susseguono in maniera rapida, lasciando il più del tempo interdetti sull’obiettivo delle stesse, in quanto cercano di condensare così tanto “caffè” in una scena che nel momento in cui credi di averci finalmente capito qualcosa che è già finito. Restano comunque composte in maniera professionale con fotografia ben elaborata e ambientazioni scelte ad hoc per portarci nel medio mondo del libro.

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Gli attori Idris Elba e Matthew McConaughey si lanciano a pieno regime nel ruolo e fin da subito mostrano di esserci riusciti. Forse l’unico a non aver avuto il tempo di maturare tutti gli aspetti è proprio l’ultimo pistolero, a cui viene dato poco spazio d’interpretazione e che vediamo quindi maturare in maniera scostante. McConaughey invece, fin dalle prime scene, si dimostra una nemesi perfetta e, anche se non si evolve psicologicamente restando un po’ piatto, riesce a condensare bene le diverse rappresentazioni dell’uomo in nero della saga letteraria.

Come dicevo poco fa, Roland viene molto spesso detratto dal suo ruolo di protagonista della saga dalla presenza di Jack Chambers (Tom Tylor) il ragazzo con il dono del tocco. L’attore ha interpretato bene il personaggio, anche se mi verrebbe da pensare al “paradosso di Rey” di Star Wars episodio 7, per la velocità con cui riesce ad apprendere come usare i suoi poteri psichici da 0 a 100. In ogni caso l’attore ha fatto il suo dovere tenendo banco nella prima parte del film e sostenendo poi Roland nella seconda.

Molti gli Easter Eggs ai lavori di King e a La torre nera stessa: da IT a 1408 passando da Il miglio verde a Buick 8. Nel film sono più o meno notabili anche per un profano, ma ce ne sono alcuni a cui bisogna prestare attenzione… Quindi aguzzate l’occhio se volete trovarli tutti!

La colonna sonora di Tom Holkenborg si presenta in maniera soffusa e funge da sostegno a scene di azione o momenti emotivi, senza però lasciare un marchio preciso o brillare di luce propria. Una nota di merito per gli effetti speciali, invece, che sono stati gradevoli e mai così eccessivi da rompere l’atmosfera.

Al regista Nikolaj Arcel è stato consegnato un lavoro troppo grande per le sue mani: seppur abbia provato in tutti i modi di lavorare l’argilla per farne uscire un’opera d’arte, man mano che il film prosegue perde la brillantezza fino ad arrivare ad una pellicola di puro intrattenimento e privo di mordente. Si notano infatti alcune scelte narrative notevoli nel primo quarto del film, che vengono poi perse e sostituite da scene d’azione abbastanza frettolose e poco fantasiose. In più la contrapposizione bene/male, stereotipo del cinema americano, diventa quasi fastidiosa per la mancanza di motivazioni per ciò che concerne l’odio e la sete di vendetta che Roland ha per Walter.

Per concludere

La torre nera prova a mostrarsi in quello che sembra il pilota di una serie tv, ma senza le aspettative di durabilità o la capacità di raccontare una storia spiegandone gli aspetti complessi.

Aveva la possibilità di essere un gran film…

Comprendo però quanto sia difficile fare una pellicola su 8 romanzi senza dover dividere, anzi provando a dire tutto (e in questo caso niente) in poco più di 95 minuti. Se non avete letto i libri e volete perdere una serata al cinema, La torre nera può fare per voi. Se invece avete letto i libri, lasciate i vostri ricordi dov’erano, perché questo film non aggiungerà niente all’avventura di Roland, al massimo lo farà per quella di Jack Chambers.

 

Daniele Ferullo

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