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[#JapanTime] Il sistema scolastico giapponese

Giugno è appena passato, così come è arrivata impetuosa l’estate, e lo si capisce dalla strade delle città invase da ragazzi e bambini a tutte le ore della giornata.

Ovviamente è terminata la scuola e una parte degli studenti può gioire; l’altra parte, gli universitari, devono invece mettersi sotto con lo studio.

Ma pensiamo al primo gruppo: tre mesi circa di vacanze, riposo totale, solo qualche compito per mantenere la mente attiva, ma fondamentalmente niente di ché. I giovani italiani non hanno molta stima del proprio sistema scolastico, oggettivamente pesante e troppo monotono, ma forse bisogna considerare che in altre parti del mondo l’organizzazione della scuola è nettamente più stressante, come in Giappone.
In questo primo Japan Time estivo cercheremo di capire come sono organizzati scolasticamente i giapponesi durante l’anno.

CICLO DI STUDI

divise giapponesi


Il ciclo di studi nipponico è sostanzialmente identico a quello italiano, cambia solo l’età degli scolari: scuola materna (3-6 anni), scuola elementare (6-12 anni), scuola media inferiore (12-15 anni), scuola media superiore (15-18 anni) e università, della durata di quattro anni.
A differenza di qui, la scuola in Giappone inizia ad Aprile e finisce a Marzo. Si ritiene che Aprile sia il mese più congeniale per rimettersi fra i banchi perché questo è il periodo della fioritura dei ciliegi (Hanami), simbolo di rinascita. In estate gli studenti hanno circa sei settimane di vacanza, incluse le feste nazionali, due settimane di pausa a Capodanno e altre due tra la fine del vecchio anno scolastico e l’inizio del nuovo.

Sembra pesante già così, ma non è finita qui!

Una giornata di scuola dura sei ore per un ragazzo nipponico e a queste ore vanno sommate quelle di studio autonomo a casa e i corsi serali di supplemento per prepararsi agli esami. Sostanzialmente se ne va via l’intera giornata.

TIPOLOGIE D’ISTITUTO

tipologia d'istituto


Gli istituti si suddividono in due grandi gruppi, scuole pubbliche e scuole private. Le prime non richiedono tutte l’obbligo della divisa prima del liceo e vi si può accedere attraverso un test di ingresso nazionale. Le seconde si distinguono per il loro prestigio e le loro regole ferree, tra cui l’uso della divisa a partire dalla scuola elementare. Inoltre questi istituti garantiscono programmi scolastici più accelerati e quindi più probabilità di passare i test di ammissione alle università. A volte, in base al prestigio, non basta il superamento della prova per accedere alle scuole private, ma addirittura i genitori dell’alunno sono costretti a sostenere un colloquio con i futuri professori del figlio.

ESAMI E MATERIE

aula studio

Gli studenti giapponesi definiscono il loro sistema scolastico, non a torto, shiken jigoku, ovvero “inferno degli esami”. Basti pensare che nelle scuole superiori gli studenti devono sostenere due esami durante l’anno, uno alla fine di ogni semestre. Le materie dei test sono le più importanti: giapponese, inglese, matematica, scienze e studi sociali.

CLUB

club giapponeseCosa molto familiare a chi è appassionato di anime e manga, è sentir parlare in un contesto scolastico di club. Effettivamente le scuole superiori giapponesi prevedono l’iscrizione a diversi gruppi disciplinari supervisionati da professori appositi, ma con orari gestiti dal ragazzo stesso. Fra questi troviamo il club sportivo, il club di arte, il club di musica, il club di letteratura, il club di teatro e tantissimi altri, anche dedicati alle materie scientifiche o più pratiche. Alla fine dell’anno viene organizzato poi un festival in cui ogni gruppo si esibisce mostrando i progressi maturati durante l’anno.

L’UNIVERSITA’


Se pensiamo all’università, non dobbiamo avere in mente quella italiana, perché in Giappone è estremamente difficile accedere a questa ulteriore formazione. Dopo la scuola solo una piccola percentuale degli studenti decide di continuare la propria carriera di studi, la restante parte entra già nel mondo del lavoro. Accedere a un’università è veramente un’impresa ardua: oltre al solito esame di ammissione, bisogna sostenere il Daiken, esame di raccomandazione per testare le facoltà necessarie per frequentare l’istituto. Ma non è finita qui. Oltre a questo, lo studente dovrà aver raggiunto un punteggio di voti non inferiore a una certa soglia e, in ultimo, ha bisogno del Suisen, ovvero un insegnante che garantisca per lui.

ALFABETIZZAZIONE E CONSEGUENZE


L’alfabetizzazione in Giappone risulta così del 99%, ma la pressione sociale imposta ai giovani giapponesi è altissima. Questo modello scolastico costringe gli studenti alla rivalità che, pressati dalla ricerca di una buona posizione nelle classifiche, hanno davanti un futuro pesante e dai caratteri patologici fortemente condizionati.


Il Giappone è un Paese splendido, pieno di mito e tradizione, ma si sa che è anche una terra dalle molte problematiche sociali e la costrizione che tutti gli abitanti subiscono sia dal punto di vista scolastico che lavorativo è una di queste.


Ancora voglia di vivere in Giappone?


                                                                                                                Paolo Gabriele De Luca

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