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[#Manga] Paradise Kiss, la recensione dell’opera di Ai “Nana” Yazawa

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Paradise Kiss è un manga che non ha bisogno di presentazioni.

Uno dei maggiori successi dell’amatissima Ai “Nana” Yazawa, che mescola in modo assolutamente perfetto il mondo della moda con la commedia romantica, più adulta rispetto agli standard dei manga josei (genere indicato alle giovani donne) nel periodo in cui è uscito. Paradise Kiss, infatti, è apparso per la prima volta serializzato sulla rivista giapponese di moda Zipper (citato spesso all’interno del manga) del 1999 al 2003, come spin-off dell’amatissimo “I Cortili del Cuore”, famosa opera dell’autrice da cui è stato tratto un anime di successo trasmesso anche in Italia.

LA TRAMA

La protagonista è Yukari Hayasaka, studentessa liceale in pieno periodo di esami preparatori per l’ingresso all’università, la cui vita viene sconvolta dall’incontro con quattro studenti dell’Istituto d’arte Yazawa. Yukari si innamorerà del loro leader, il carismatico Joji, che sconvolgerà la sua vita con una proposta inaspettata: sfilare come modella!

IL COMMENTO

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Vera protagonista è la moda: dal punk allo sweet lolita, dallo stile vittoriano a quello da dandy: ogni personaggio ha il suo stile ed è caratterizzato in maniera realistica e coinvolgente. In l’occasione dei suoi 20 anni, anche la Planet Manga ha deciso di ristampare in un unico e corposo albo tutti e cinque i volumi della serie, sostituendo l’edizione deluxe uscita nel lontano 2008, ormai fuori catalogo.

L’edizione si presenta con una copertina gialla su cui risaltano gli splendidi disegni dell’autrice, anche se il bianco scelto per il titolo risulta un po’ troppo “sgargiante” accostato a un colore come il giallo (seppur non crei particolari problemi di lettura); la copertina cartonata e ruvida al tatto e non è stata forse la scelta ottimale in cui contenere questa enorme quantità di pagine (poiché è molto morbida e la paura che si possa piegare e rovinare costringe il lettore a fare più attenzione quando lo si maneggia), ma tutto sommato fa il suo dovere, rendendone l’apertura comoda e non difficoltosa.

All’interno le pagine sono bianchissime, ma anche sottilissime, molto più dell’edizione deluxe che invece risultano più resistenti (anche se di qualità inferiore); i dialoghi, molto piccoli all’interno dei baloon nelle edizioni precedenti, qui sono stati ingranditi e ciò permette una lettura più godibile e meno stancante; tuttavia, risulta evidente che non c’è stato un lavoro di revisione degli stessi e sono presenti errori di battitura che (probabilmente) erano presenti anche in passato. Anche la dimensione in altezza è rimasta invariata.

In sostanza, è un’edizione senza infamia e senza lode, equilibrato dal punto di vista della qualità –prezzo (25 euro), seppur sarebbe stata gradita qualche pagina a colori e un’attenzione in più per correggere sviste che avrebbero reso vincente la riedizione di un’opera di questo calibro.

Vittoria Aiello

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