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[#NerdCuriosity] Grinders, innesti a portata di mano

Transumanesimo è una parola ricorrente nell’ambiente nerd per via di alcuni titoli di ultima generazione come Deus Ex o film come Johnny Mnemonic. Ma che cos’è effettivamente?

Sarebbe molto lungo e noioso parlare dell’ideologia in sé, quindi vi darò una definizione sintetizzata e una “ufficiale” dalla Treccani:

Il Transumanesimo è quel movimento culturale e scientifico che vuole l’essere umano evoluto attraverso l’utilizzo della tecnologia, che sia essa sotto forma di pezzi elettronici (come microchip NFC) o puri ornamenti estetici (come i led sottocutanei).

Non sembra difficile! Ecco la Treccani venirci in aiuto con la definizione di transumano: “Più che umano, che trascende i limiti della condizione umana e assurge al divino”

Tutto questo piccolo preambolo per parlarvi di un movimento mondiale che sta cercando sempre più di stupire e portarsi ai livelli della cultura Cyberpunk a cui lentamente i media ci stanno abituando. Nello specifico vorrei parlarvi dei Biohackers, anche detti Grinders.

Scienziati, medici, ingegneri, artisti, ideatori… tutte queste persone hanno il sogno di vedere la tecnologia alla stregua di tutti e fanno piccoli passi verso il loro obiettivo, sperimentandolo sul proprio corpo. Seppur possa sembrare incosciente, questi Biohackers sanno quello che fanno e non sono ben lungi da innestarsi qualcosa di mortale. D’altronde vogliono vivere ancora a lungo per vedere skynet avverarsi, no?

In questa intervista, un ragazzo incontra i due inventori del siero alla clorofilla che permette la visione notturna. Questa scoperta è divenuta virale sul web negli anni passati, ma questa coppia ha continuato la sua sperimentazione e ricerca compiendo ulteriori progressi. Come nelle migliori tradizioni giornalistiche, il reporter si fa innestare una calamita a bassa potenza sotto un dito che gli permetterà di poter recepire le onde elettromagnetiche vaganti!

I magneti sono al momento molto in voga nel Nord America, poiché tra tutti gli impianti sono i più semplici da innestare e mantenere. I BioHackers non si fermano però solo ai “giochi di prestigio” ed alcune aziende sono perfino riuscite ad impiantare congegni direttamente sul cranio per avere un controllo neurale del proprio cervello.

mano-calamita

“Pura fantascienza”. Ammetto che questo è stato il mio primo pensiero. Ho proseguito le mie ricerche tra Forum e website scoprendo che quanto detto in precedenza è realtà (non legalissima), ma comunque esistente. Alcuni di questi prototipo possono essere acquistati da chi ha abbastanza denaro ed esperienza. Rigorosa infatti la regola dell’autoimpianto, che traccia la linea legale tra i produttori e i grinders.

Tra circuiti, magneti e visori da polso, esiste anche un mondo composto da droghe nootropiche, dette anche Smart Drugs. Queste sostanze migliorano le capacità celebrali attraverso degli elementi chimici o naturali che aumentano elasticità (mentale), resistenza, concentrazione e memoria. In vastissimo uso negli ultimi anni nelle università di tutto il mondo (anche le più rinomate come la Oxford University), queste sostanze sono generalmente approvate degli istituti medici ma non ancora regolamentate a pieno dagli enti federali e statali.

Può sembrare un pillola “miracolosa” per chi fa lavori prettamente mentali, come studenti o artisti, ma il rovescio della medaglia è dietro l’angolo pronto con una doppietta. Molti sono i casi infatti di dipendenza e psicosi che ne derivano dal consumo! State molto attenti e se proprio volete, accertatevi che siano approvate dalle industrie farmaceutiche.

Terminata la digressione torniamo ai Grinders. Nei forum, infatti, molte sono le discussioni su queste droghe! Al contrario di quanto si possa pensare, solo la minima parte richiede siti web per l’acquisto. Ricordiamo infatti che tra i Biohackers ci sono medici e chimici che, tramite una ricerca “comunitaria”, muovono grandi passi attraverso l’annullamento degli effetti indesiderati e della formula perfetta.

Solo egoismo allora? No. Tutte le ricerche e gli step effettuati vengono messi online a disposizione di chiunque voglia apportare il suo contributo alla ricerca poiché queste Smart Drugs, oltre ad agevolare l’intelletto, sono anche usate per curare malattie come Alzheimer, Parkinson o ipossia. Una comunità non interessata quindi al solo senso estetico, ma anche al miglioramento della vita stessa.

In un mondo dove le persone menomate o con malattie riescono a muovere di nuovo le braccia, grazie all’aiuto delle macchine, questo movimento si porta oltre. Ispirato dai padri fondatori della fantascienza come Asimov e Dick, la ricerca viaggia in direzione di un’azione concreta e non solo della teoria.

Daniele Ferullo

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