Moda

Sartoria cosentina sviluppa nuovo strumento di anti contraffazione

COSENZA – Un codice QR per identificare il capo d’abbigliamento, verificare la provenienza del tessuto di cui è fatto, indagare sulle fasi della relativa lavorazione, certificarne il pagamento. È così che si combatte la contraffazione. E che, soprattutto se si tratta di abiti d’alta sartoria, si verifica l’autenticità del prodotto acquistato.
L’innovativo sistema, basato su una semplice matrice digitale che in un attimo mette a disposizione del cliente qualsiasi informazione sul prodotto che gli interessa, lo ha introdotto, nella sartoria di cui è titolare, Riccardo Magarò, 23 anni, di Cosenza. L’idea è quella di offrire agli amanti del Made in Italy maggiori tutele e garanzie.
Oltretutto, con la semplice scansione tramite smartphone del QR code indicato, si potrà persino visionare un breve filmato sulla storia del capo acquistato. In altre parole, se si compra un vestito, è persino possibile guardare come, proprio quel vestito, è stato creato. Una pratica virtuosa, un video racconto, insomma, che mette a disposizione del consumatore tutte le informazioni di cui necessita, comprese quelle riguardanti il laboratorio d’artigianato (Palazzo dei Sarti) che Magarò ha avviato nel 2019 nel cuore del centro storico della sua città, dando pure la possibilità a giovani come lui, attraverso appositi corsi, di imparare l’antica arte sartoriale.
«Ho deciso di introdurre il meccanismo della certificazione tramite QR code – spiega il sarto Magarò – perché credo rappresenti un modo per conquistare ancor di più la fiducia del cliente. Viviamo nel mondo dell’e-commerce, basato sulla leggerezza e rapidità degli acquisti, ma anche nel mondo dove i dati sulla contraffazione sono allarmanti: per me è importante avere a che fare con clienti consapevoli, che siano, soprattutto, tutelati e garantiti. È bello che la tradizione del fatto a mano – prosegue Magarò – incontri l’innovazione tecnologica. Anzi, è necessario che sia così, per arginare pratiche malsane e truffe e pure per distinguere l’abito sartoriale da qualunque altro tipo di capo».
«Per rendere tutto ciò possibile – dice ancora Magarò – mi sono dotato dell’app di Blazon Sjc, l’azienda calabrese che, grazie alla tecnologia blockchain e al sistema integrato di certificazione, ha studiato e messo in campo il modo per controllare gli acquisti. Fotografando il QR code univoco, presente sul prodotto – conclude -, se ne potrà così verificare la storia: provenienza, originalità, proprietà. In definitiva, sai cosa compri e soprattutto che cosa indossi». 

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