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Scuola, è uscito “Registro (s)connesso. Riflessioni sulla didattica a distanza”

Registro sconnesso

COSENZA – Da oggi nelle librerie e – a battesimo al Museo dei Brettii e Degli Entri – “Registro sconnesso”, libro a più mani, a cura di Alessandro Citro, Giorgio Marcello, Andrea Bevacqua (per Dignità del Lavoro Edizioni, sull’esperienza della Didattica a Distanza.
Nel testo sono presenti interventi di dirigenti, insegnanti, genitori, studenti ed educatori, per una riflessione che aiuta a capire cosa è successo e cosa si è fatto e prova a individuare la strada che porta verso la scuola del futuro.

Di seguito la sinossi

«Perché scrivere un libro a più mani sulla DaD? Intanto perché ciò che è accaduto nella scuola negli ultimi quattro mesi, conseguenzialmente legato alle vicende purtroppo letali del Covid-19, rappresenta un unicum. È la prima volta da quando è nata la scuola repubblicana, la scuola della Costituzione, che per svolgere le attività didattiche non si entra nelle aule scolastiche. È la prima volta che gli edifici scolastici si svuotano e appaltano, per così dire, la loro funzione operativa a un altro sistema logistico e alternativo che è quello della lezione on-line, la lezione a distanza tramite il vettore digitale. È superfluo dire che nessuno nel mondo della scuola, ma anche negli altri settori sociali, era preparato a uno scenario del  genere, sebbene in alcuni casi limitati si erano già sperimentate le lezioni a distanza.
Dunque, la connotazione emergenziale legata alla situazione sociale nazionale ed extranazionale ha determinato questa scelta, pena lo stallo totale del mondo scolastico. Nel libro non si sono volute sottolineare in maniera cronologica o temporale le varie fasi di questi ultimi quattro mesi, questo è negli archivi ormai della cronaca e tra un po’ della storia, vista la novità della situazione e vista la amplificazione comunicativa delle scelte politiche riguardanti la realtà scolastica. Nel libro si è voluto piuttosto determinare il riflesso emotivo e personale riguardante lo scombussolamento di chi vive la scuola giornalmente: dirigenti scolastici, docenti curriculari e di sostegno, studenti, genitori, educatori e sindacalisti. Le loro testimonianze raccolte nel libro fotografano questa nuova realtà della scuola on-line, tracciandone in maniera panoramica e spesso esaustiva i limiti, le risorse, i vincoli, le prospettive, le criticità. Così come per gli altri settori della società anche la scuola ha vissuto
un momento corale, condiviso, partecipato e si è dovuta adeguare al lockdown e al distanziamento sociale. Si trovano i vissuti dei ragazzi, specialmente si sottolineano gli stati d’animo dei maturandi che trasmettono lo “scippo” a cui sono stati sottoposti, lo strappo di una pagina del diario esistenziale e scolastico tracciato da sempre dalle precedenti generazioni e che invece loro hanno vissuto per sottrazione. Un Esame di Stato monco sia nei contenuti sia negli aspetti logistici. Una sorta di notte fonda prima degli esami. Il grosso delle testimonianze del libro è offerto dai docenti. Ci sono un po’ tutti. Insegnanti di varie parti d’Italia e dei vari ordini e gradi della scuola. Ognuno ha testimoniato in maniera personale la propria percezione riguardo la scuola on-line ma forse la linea condivisa di questi interventi potrebbe risiedere nello spaesamento e nella mole di energia adottata per affrontare la nuova realtà. Si è trattato di un esperimento di didattica immersiva e
totalizzante in cui i docenti non si sono mossi per un astratto senso del dovere ma dalla passione per un ruolo che li ha visti protagonisti attivi e decisivi di una nuova alleanza intergenerazionale. Il modello precedente della scuola fuori dal mondo casalingo è ribaltato; la scuola entra e si piazza fra le mura di casa. Una rivoluzione di modello sociale che determina dinamiche, usi, costumi inesplorati ma soprattutto da decifrare. Anche le testimonianze dei dirigenti scolastici offrono un ventaglio interpretativo sul nuovo teatro scolastico di cui loro sono i referenti principali e dalla cui visuale rimodulano i nuovi parametri con cui guidare la comunità educante. Anche la voce degli educatori -spesso dimenticati – è presente nel testo, così come l’aspetto genitoriale che coincide in vari interventi dei docenti. Non ultimo il punto di vista di chi vive il sindacato della scuola. Dunque un quadro riassuntivo che, al di là delle macro politiche decise e calate dai decisori ministeriali, raccoglie le voci decisive della scuola operativa, quella del centro città e quella delle periferie, quella dei licei e quelle delle scuole professionali, quella del Nord e quella del Sud, in definitiva le voci radicate e profonde di chi molte volte accusato di afonia lo è diventato perché non ha ricevuto un ascolto attento ed empatico». 

 

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