Salute&Benessere

ASP Catanzaro: presentato il rapporto sullo stato della salute degli istituti penitenziari

CATANZARO (CZ)E’ stato presentato, nel corso di una conferenza stampa, il rapporto per l’anno 2014 sullo stato della salute negli Istituti penitenziari ricadenti nell’ambito territoriale dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro.
A ricordare che la tutela della salute nelle case circondariali è stata affidata alle aziende sanitarie con decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 2008 è stato il Commissario straordinario dell’Asp di Catanzaro, dott. Giuseppe Perri, il quale ha spiegato che “si sta cercando di organizzare le prestazione sanitarie per i detenuti, migliorandole ogni anno”. “E’ un lavoro delicato – ha aggiunto – e ringrazio i direttori sanitari e gli infermieri che prestano servizio nelle case circondariali, bisogna dare risposte concrete e immediate anche a questa parte di popolazione, a persone che non meritano conseguenze negative che possano ostacolare il loro reinserimento nella società, il carcere deve essere riabilitazione del corpo e dello spirito”. Un impegno che il dott. Perri ha definito “grande e incessante” precisando inoltre che “c’è ancora molto da fare ma l’importante è non fermarsi e fare rete nella sanità, perché una buona assistenza sanitaria muove il Paese mentre una cattiva lo ferma e spinge gli abitanti a cercare aiuto altrove”.

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Presente alla conferenza stampa, moderata dal dott. Pasquale Natrella, anche il dott. Antonio Montuoro, referente salute negli Istituti Penitenziari, il quale, nel sottolineare che “non sono mai mancate l’assistenza farmaceutica,  infermieristica, piscologica e visite specialistiche”,  ha illustrato i dati relativi al 2014, che registrano la fornitura di 25.000 confezioni di farmaci, con una media di circa 38 confezioni per ciascuna unità, 964 visite di primo ingresso, 723 prestazioni extra murarie, cioè fuori dal carcere, di cui l’80% nelle strutture del Pugliese Ciaccio,  il 16% nel Policlinico a Germaneto,  il resto a Lamezia Terme, Locri e Cosenza. “Una sinergia ottimale – ha dichiarato il dott. Montuoro – con i medici che hanno permesso di garantire le prestazioni in 36-48 ore”.
L’attività per 600/700 detenuti, che soffrono di tutte le patologie più diffuse, ma in particolare di quelle di natura psichiatrica e cardiovascolare, tradotta in tempo, significa anche 11.690 ore di assistenza medica, 178 ore di assistenza specialistica, 19.208 ore di assistenza infermieristica, 8.796 ore di attività specialistica intramuraria.
Ma nella casa circondariale “Ugo Cariti”, la più importante della Calabria, trovano spazio anche le nuove tecnologie, con l’avvio del progetto “Telecardiologia”, che consente la trasmissione in tempo reale dell’ECG all’Utic dell’ASP di Catanzaro, e l’acquisto di numerosi apparecchi elettromedicali.
Altri dati contenuti nel rapporto si riferiscono all’Istituto Penale per Minorenni e al Centro di Prima Accoglienza, dove sono state effettuate un totale di 1113 ore di intervento psicologico e 1394 visite di vario genere. Per i tre istituti è attivo anche il servizio per le tossicodipendenze che nel 2014 ha prestato assistenza a 147 utenti. Dai dati emerge, inoltre, che la sostanza più utilizzata dai detenuti tossicodipendenti è l’eroina, seguita dalla cocaina. E’ stata poi sottolineata l’importanza della figura dell’educatore professionale presente 6 ore settimanali all’interno degli Istituti.
Il referente salute negli Istituti Penitenziari si è inoltre soffermato sulle prossime iniziative e ha annunciato che nella casa circondariale di Catanzaro sarà aperto il Centro di tutela della salute mentale, con una sezione per disabili fisici, che è la seconda in tutta Italia dopo Parma, mentre l’assistenza sanitaria sarà incrementata h24. Facendo poi cenno alle difficoltà dovute al piano di rientro sul disavanzo della sanità calabrese ha sottolineato  «non ci siamo fermati ma abbiamo continuato il nostro lavoro, e dopo la stipula del protocollo d’intesa il 23 luglio 2013 tra l’allora Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti e l’allora Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri finalizzato all’apertura del Centro diagnostico terapeutico presso la Casa Circondariale di Catanzaro, ora possiamo dire che siamo vicini al suo completamento». Il Centro che sta per essere attivato è una struttura su quattro piani in cui sono distribuiti una piscina riabilitativa, 11 posti letto per pazienti con disabilità motoria, ambulatori per branche specialistiche, un altro ambulatorio con capienza di 16 posti e il reparto per la tutela della salute mentale con 8 posti, aggiunto dopo la legge Marino per la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari, 5 posti sono, inoltre, a disposizione dei detenuti con disabilità motorie e pisichiche. Un lavoro, quello finora compiuto, che il dott. Montuoro ha definito “prodigioso”.

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