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Città di Rende, un anno in Serie A1. Il bilancio del tecnico Cristiano

Con Gianluca Cristiano

COSENZA – Con tre giornate d’anticipo, un anno fa vinceva in maniera strepitosa e senza conoscere sconfitta alcuna il campionato di Serie A2. Dodici mesi dopo – per meglio dire quando avverrà la ripresa dell’attività sportiva sospesa per l’emergenza Covid-19 – si prepara a giocare l’ultima partita del suo primo campionato di Serie A, già certa della retrocessione ma con la voglia di fare bella figura e rispondere colpo su colpo ai prossimi avversari (l’Aper Perugia) e con il dovere salutare con onore il campionato.

Bilancio

E’ durata una stagione appena la prima esperienza del Città di Rende nella massima serie della Raffa nazionale. Un’esperienza breve ma intensa perché ha insegnato tantissimo. «Ma abbiamo avuto poco tempo a disposizione per godercela se si pensa che negli anni passati si giocava 2 incontri al mese e si arrivava fino a maggio. Certo però che è stata un’esperienza emozionante – racconta il tecnico e direttore sportivo dei rendesi Gianluca Cristiano -, abbiamo affrontato avversari di altissimo livello, sfiorando almeno due vittorie e un pareggio che avrebbero potuto farci giocare un posto per la salvezza. La vittoria di Perugia all’andata poteva essere la svolta, ma così non è stato. E come in tutti gli sport se i risultati non arrivano, il morale resta basso, non è facile recuperare e anche le cose più semplici diventano difficili».

Rimpianti e rimorsi

Ciò nonostante a Rende non si rammaricano di nulla, o quasi. «Lo scorso anno abbiamo vinto il campionato di A2 con percorso quasi netto, abbiamo inserito in rosa tre giovani di grande prospettiva (il pluricampione europeo juniores Gianfranco Bianco, Antonio Veloce e Simone Spadafora, ndr) con i quali abbiamo affrontato tutte le sfide e forse qualche veterano protagonista della scorsa promozione ha risentito di questa decisione. Sicuramente per affrontare questo campionato avremmo avuto bisogno di un top player ma la nostra posizione geografica, le nostre possibilità economiche e il mancato aiuto degli enti locali non hanno giovato. Solo gli sforzi del presidente Daniele Salerno e di alcuni sponsor ci hanno hanno consentito di fare l’esperienza in A, contro campioni e squadre di altissimo livello, non facendo mai mancare nulla ai nostri atleti». 

Articolo integrale qui.

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