Calcio

Coppa Italia, la provocazione del Bocale: «Vogliamo solo un arbitro»

Bocale

BOCALE (RC) – Riceviamo e di seguito pubblichiamo la dura nota stampa delò Bocale Admo a seguito dell’incontro di Coppa Italia di mercoledì contro il San Luca:

«Abbiamo volutamente atteso oltre 24 ore dalla fine dell’incontro prima di mettere su carta le nostre riflessioni, per evitare che le stesse fossero influenzate dalla tensione della partita, ma ci rendiamo conto che, a freddo, le sensazioni sono le stesse di quelle provate al fischio finale.

C’è un episodio clamoroso, in pieno recupero, che è talmente evidente che non serve aggiungere alcun commento.

L’arbitro dell’incontro, il sig. Cipolla di Cosenza, ha volutamente evitato di assegnare un calcio di rigore all’ASD Bocale Admo, e, viste le immagini, fatichiamo a non credere che sia stata una scelta, oltre che volontaria, anche voluta.

Non è necessario soffermarsi oltre su questo episodio, giacché è solare a tutti quello che è successo. Vogliamo soffermarci su altri aspetti, che però non sono evidenti a chi guarda le immagini dell’incontro.

La terna, per tutta la durata dell’incontro, ha evitato di accorgersi (può capitare) di tutti i “contrasti” in campo a palla lontana (anche qui abbiamo le immagini), per concentrarsi sulla panchina della squadra di casa, letteralmente minacciata sin dal primo minuto di gioco dal primo assistente affinché mantenesse un comportamento consono. Lo stesso assistente che, terminato l’incontro, con il clima acceso dell’episodio avvenuto all’ultimo minuto, provocava giocatori e dirigenti della squadra avversaria affinchè dessero seguito, se davvero uomini, alle presunte minacce verbali.

Per fortuna la nostra è una società e una squadra di UOMINI con tutte le lettere maiuscole, per cui nessuno è andato oltre le proteste verbali.

Il sig. Cipolla, poi, ha già diretto quest’anno Paolana – Bocale, non accorgendosi una testata volontaria di un giocatore della Paolana a un nostro calciatore, a palla lontana ma proprio di fronte a lui.

L’episodio, visto da tutto lo stadio, non venne invece colto né dal direttore di gara nè dai suoi assistenti, che evidentemente hanno il solo compito di assistere alla partita senza pagare il biglietto di ingresso.

Di fronte a quanto accaduto, non accettiamo la consueta risposta “questi sono gli arbitri che abbiamo”. Si trattava di una semi finale di Coppa Italia, e non è consentito a nessuno mancare di rispetto in questo modo a una società come la nostra, che da anni si propone con enormi sacrifici di fare calcio a livello dilettantistico e di settore giovanile.

Stiamo valutando, come società, di non presentarci il 5 dicembre a San Luca, quale segno di protesta per l’accaduto, pur consapevoli che né la società ASD San Luca né la squadra sono colpevoli di nulla, e meriterebbero di disputare la semifinale di ritorno davanti al proprio pubblico.

Cosa chiediamo? Non ce ne facciamo nulla di scuse ufficiali o ufficiose, di telefonate di cortesia e di finte sospensioni di un arbitro che, evidentemente (se arbitra in Eccellenza) qualcuno reputa valido per le proprie finalità.

Noi vogliamo solo un ARBITRO per la partita di ritorno, e possibilmente due guardalinee (e non ASSISTENTI).

Poi che sia il campo a parlare, come è giusto che sia.»

 

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